Venezia, 4 APR – “Negli ultimi decenni il sistema città si è radicalmente modificato, anche e soprattutto per quanto riguarda il complesso e delicato ambito della navigazione lagunare, funzionale alla sopravvivenza della città. Era dunque necessario, dopo le misure d’emergenza adottate nell’ambito dei famosi 26 punti individuati per rendere più razionale e sicuro il traffico acqueo in Canal Grande, che riguardavano una fase molto contingente e transitoria, procedere all’individuazione delle soluzioni definitive ed organiche alle numerose criticità legate al traffico acqueo. Con l’approvazione della delibera della Giunta comunale del 28 marzo si è compiuto un passo importante che dà concretamente l’avvio al percorso che porterà, presumibilmente entro l’anno, alla redazione del nuovo Piano della navigazione urbana, come richiesto dal ‘ventisettesimo punto’ del piano di riordino”.

L’annuncio è stato dato ieri mattina dall’assessore comunale alla Mobilità nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato anche il direttore della Mobilità, Franco Fiorin, e il dirigente del Traffico acqueo, Loris Sartori.
“Il Piano del Traffico acqueo attualmente in vigore – ha spiegato Fiorin – risale al 1997, aggiornato poi nel 2006 e nel 2011. Ma in oltre 15 anni molte cose sono cambiate”. L’esplosione del turismo di massa – si legge nelle premesse della delibera – e la nascita di nuove strutture alberghiere hanno determinato l’aumento incontrollato del traffico acqueo che ha bisogno di essere regolamentato in maniera decisa. Primo step per la redazione del nuovo Piano sarà dunque commissionare, tramite gara che verrà bandita a breve, uno studio approfondito che permetta di fare il punto della situazione sulla navigazione in Laguna. Entro l’estate si procederà poi all’assegnazione dell’incarico al vincitore della gara che avrà sei mesi di tempo per consegnare lo studio richiesto.
Contestualmente verrà istituito un tavolo tecnico, coordinato dalla Direzione comunale alla Mobilità, al quale parteciperanno rappresentanti di tutti i soggetti pubblici e privati che si occupano a diverso titolo di gestione della mobilità all’interno della Laguna di Venezia, dalle istituzioni (Regione Veneto, Capitaneria di Porto, Ministero dell’Ambiente, Soprintendenza…) alle categorie interessate per motivi professionali (trasportatori, commerciali…) o personali (diportisti, società remiere…). “Mi auguro – ha sottolineato l’assessore – che tutti i partecipanti al tavolo, che ha valore consultivo, abbiamo come obiettivo primario la tutela dell’interesse generale della città e non quello delle singole categorie rappresentate”.
Il nuovo Piano di navigazione urbano – ha proseguito Sartori – avrà tra i suoi obiettivi il miglioramento delle condizioni e della sicurezza della navigazione, oltre alla riduzione degli inquinamenti acqueo, atmosferico, acustico ed idrodinamico e al potenziamento del risparmio energetico. Le aree di applicazione del Piano saranno quelle di pertinenza diretta del Comune di Venezia, definite da norme che risalgono ai primi anni del Novecento, che comprendono, in sostanza, i canali interni delle parti urbane, escludendo al momento tutte le acque prospicienti ambiti lagunari esterni, che sono di competenza di altri enti (Capitaneria di Porto e Magistrato alle Acque). A questo proposito l’assessore alla Mobilità ha puntualizzato che l’Amministrazione comunale intende procedere ad una trattativa con il Demanio per la rivendicazione di tutti gli spazi acquei che non sono di stretta valenza marittima

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