Eravamo partiti quasi per scommessa ed era il 23 luglio 2014, e Mobility Magazine era un quindicinale di “appoggio” al sito di Mobilitypress. Eccoci arrivati al numero 100. Il giornale nasceva dall’idea della redazione di Ferpress e, soprattutto, dall’intuizione di Guido Del Mese, all’epoca direttore generale di Asstra. Poche pagine ed un indirizzario concordato con due grandi associazioni del trasporto pubblico locale ed una costante apertura verso l’esterno: Federmobilità ed Asstra, che raggruppano agenzie della mobilità ed altri soggetti istituzionali di settore e quasi duecento aziende TPL. L‘indirizzario di chi riceve tutti i mercoledì il giornale si è poi continuamente allargato agli aderenti ad associazioni di docenti, ai soci di Sipotra, a quelli di Fercargo ed Assoferr, di Agens e di Anav, agli assessorati ai trasporti di comuni e regioni, a numerosissimi sindaci, a molte imprese di costruzione e gestori di servizi, a normali lettori curiosi. E la scelta di distribuire un giornale digitale che si “sfoglia” a video è stata vincente: lo testimoniano gli indici di lettura, controllati in modo quasi maniacale, che ci hanno dato ragione. Il giornale veniva aperto, anche se molti ci chiedevano di poterlo stampare. Ed è stata aggiunta alla mail di invio del giornale anche la versione Pdf stampabile. Alcuni mesi dopo quel luglio, non riuscendo a dar conto neppure in minima parte di tutto ciò che si muoveva attorno a noi, decidiamo di raddoppiare e diventare un settimanale. Ed è stata una nuova scommessa perché pian piano la redazione si è dovuta ristrutturare dedicando al giornale una risorsa fissa. Interviste, Focus, approfondimenti: mai una settimana con il problema di non saper cosa scrivere, e sempre più richieste di interviste ma soprattutto un allargamento senza confine a tutte le tematiche del trasporto: prima era solo il trasporto locale, poi il mondo dello sharing, la mobilità dolce e i treni storici, la lunga percorrenza e l’alta velocità, gli studi e le analisi di contesto, la logistica ed il trasporto merci. Tutto, perché nei trasporti tutto si tiene, tutto è intermodalità ed integrazione. Nessuno, se vuole stare nel mercato, può asserragliarsi nella propria riserva indiana: non si può fare un buon servizio ferroviario metropolitano se non ci sono le gronde merci o moderne Control Room, non si trasferiscono più merci dalla strada alla rotaia se i porti non sono collegati da buoni raccordi, non si fa integrazione tra ferro e gomma se i diversi gestori non parlano e se non c’è la bigliettazione integrata ed elettronica e non si compete in un mercato globale se le aziende non guardano fuori dai propri confini. Il gruppo FSI opera già in Francia (con Thello), in Germania, nel Regno Unito, in Grecia ed è pronto a spedire i suoi Freccia1000 al di là delle Alpi. Deutsche Bahn, con Arriva gestisce servizi di trasporto locale in mezzo mondo e tra qualche mese potrebbe, assieme alla piemontese GTT, gestire i trasporti su ferro dell’area metropolitana di Torino. Arriva ha vinto anche in Friuli, e qui, come altrove, ci sono i ricorsi in ballo. La parigina RATP è già a Firenze (con la linea tramviaria) e (ma anche in questo caso siamo ai ricorsi) potrebbe persino gestire l’intero servizio su gomma della Toscana. Di tutto ciò, pur con le limitate forze di cui dispone un piccolo editore specializzato, MobilityMagazine continuerà a scrivere, sviluppando le notizie che ogni giorno i nostri lettori trovano su Ferpress.it.

Al desk, al coordinamento, all’impaginazione e alle interviste hanno lavorato Anna Argiolas, Alessia Belcastro e Serena Santi. La segreteria di redazione è stata curata daAngela Torrisi. Hanno scritto per voi sui nostri primi 100 numeri: Roberto Calise, Antonio D’Angelo, Roberta Ferlicca, Camilla Ferrandi, Massimo Ferrari, Lorenzo Gallico, Ilaria Li Gambi, Giulia Ratini, Antonio Riva e numerosi altri. Il logo e l’impostazione grafica è stata curata in avvio da Luigi Irione di MyBrand. L’edizione sfogliabile è uno sviluppo del sistema Mokazine a cura di Fabrizio Arnone di Akama. Per chiudere, un ringraziamento particolare al direttore responsabile Gisella Pandolfo. Ai lettori ed agli inserzionisti il nostro grazie ed arrivederci al numero 101.