“La mobilità è la vera priorità per la nostra città”: questo il senso del libro – dal titolo: “ROMA#mobilità integrata per il bene comune” – che rappresenta una vera novità nel panorama cittadino romano e un contributo all’innovazione. Questo volume è stato presentato a Roma il 20 settembre alla presenza dell’assessore alla Città in Movimento Linda Meleo, del presidente della Commissione Trasporti del Campidoglio, Enrico Stefàno, del presidente di Roma Servizi per la Mobilità, Carlo Maria Medaglia e dei due professori universitari Giuseppe Catalano e Gabriele Malavasi. Il volume redatto a più mani da esperti del settore e da giovani ingegneri (Tamara Bazzichelli, Roberto Caruso, Andrea Ferracci, Gennaro A. Maranzano, Fabrizio Moretti, Enrico Sciarra) si allontana dalla cronaca quotidiana che vede la drammaticità della situazione dei trasporti nella Capitale, per affrontare in maniera sistematica sia l’evoluzione del sistema trasportistico che possibili rimedi. Il volume è organizzato con una suddivisione in diversi capitoli che affrontano le principali questioni legate alle diverse modalità di trasporto che insistono nell’area metropolitana romana: ferrovie, bus e metro e quel “sistema tram” che – sottolineano gli autori – costituisce forse la vera occasione mancata della città (nel 1926 Roma disponeva di ben 140 chilometri di rete tranviaria, andata poi largamente distrutta in seguito a scelte scellerate che hanno cancellato anche i binari per far posto ai parcheggi). Il volume indaga il ruolo e il peso che le varie modalità di trasporto hanno avuto o assunto nel corso degli anni sul territorio della Capitale: in particolare, nella prefazione, viene ripercorso quel processo che ha portato ad una crescita caotica della città e alla costruzione di interi quartieri (spesso grandi come una piccola cittadina di provincia) senza ROMA #mobilitàintegrata per il bene comune R O M A #mobilitàintegrata per il bene comune Tamara BAZZICHELLI • Roberto CARUSO • Andrea FERRACCI Gennaro A. MARANZANO • Fabrizio MORETTI • Enrico SCIARRA Postfazione Prof. Gabriele MALAVASI Questo è un “libro aperto” indirizzato ai cittadini e agli amministratori. Tratta di quanto si potrebbe fare nella mobilità e per la mobilità con scelte politiche coraggiose e fuori dalle vecchie logiche. Rappresenta un contributo alla definizione di un piano di azione di breve e medio periodo. Sottolinea e sviluppa la necessità di integrazione. In copertina c’è un orologio. L’orologio rappresenta il tempo delle priorità.Le ore e i minutisono le traverse di una ferrovia. L’orologio rappresenta l’anello ferroviario e dalle 9 alle 14 la parte di anello che deve essere chiusa. L’orologio rappresenta i tempi del cadenzamento orario dei servizi di trasporto.L’orologio segna quanto poco tempo rimane per il cambiamento. Ogni ora del quadrante segna un programma di integrazione e tutto parte dal ferro e dai binari. Buona lettura e sincronizzate gli orologi………. t  www.gangemieditore.it WORLDWIDE DISTRIBUTION & DIGITAL VERSION EBOOK /APP: numero 69- 21 Settembre 2016 3 che si sia provveduto ad adeguare la rete trasportistica a supporto di quegli insediamenti. Nel libro, sono riportate le cifre che certificano il bilancio trasportistico in questi ultimi anni, in gran parte negativo anche e soprattutto dal punto infrastrutturale: se – infatti – è vero che abbiamo qualche chilometro di metropolitana in più (a volte anche frutto di scelte progettistiche errate, come il prolungamento della linea B1 fatto partire dalla stazione Bologna e non dal nodo di Tiburtina), la città ha perso gran parte della sua rete tranviaria e ha smantellato anche la rete dei filobus elettrici, con scelte ancora una volta discutibili e che solo ora si cerca (parzialmente) di correggere. Su tutti questi argomenti, il volume è molto esplicito ed è quindi molto utile per approfondire i problemi del trasporto pubblico, proprio perché ne analizza anche l’evoluzione storica e può costituire un contributo a fare tesoro delle lezioni del passato. L’ispirazione di questo volume è in parte sostanzialmente diversa: si parte sempre da un’ampia disanima del passato (con il corredo di una ricca documentazione, a volte anche di prima mano, certamente utile per tutti quanti avranno voglia di approfondire l’argomento), ma gran parte del libro è stavolta dedicata all’indicazione delle soluzioni e dei progetti che potrebbero e dovrebbero essere realizzati per migliorare quello che – diciamolo francamente – è il disastro trasportistico della nostra città. Ad esempio, le indicazioni e le proposte che il libro suggerisce per il potenziamento e la razionalizzazione del sistema sia ferroviario che tramviario e sia della rete dei bus sono quanto mai concrete e illustrate nel dettaglio, con l’indicazione anche della cifra finanziaria necessaria (che, a volte, è enormemente inferiore alla realizzazione di un solo chilometro di metropolitana!). In questo senso, si riconosce nel volume il senso del lavoro collettivo, con i contributi di questa nuova leva di esperti di trasporti che dimostrano di avere le idee chiare e – soprattutto – una grande capacità di sintesi e di progetto. In particolare i principali temi affrontati nel volume, riguardano l’evoluzione del sistema ferroviario, le proposte che vengono indicate risultano concrete e puntuali, in qualche maniera meno ambiziose che in passato (e nel libro si sottolinea che gli impegni faraonici – spesso sottoscritti con gran pompa sotto i riflettori della stampa – alla fine poi non sono stati mai attuati), ma capaci di generare uno straordinario e efficace “effetto rete”: rientrano tra questi interventi (oggetto oggi di un accordo realistico e in parte già in fase di realizzazione): la realizzazione del nodo del Pigneto; l’avvio della prima fase funzionale del completamento dell’anello ferroviario (un tema che anche la copertina del libro richiama, spiegando chiaramente la necessità che l’anello vada completato e sottolineando come manchi pochissimo tempo “all’esplosione” del sistema trasportistico romano, se non vengono presi coraggiosi provvedimenti); le modifiche al piano del ferro delle stazioni di Ciampino e Casilina; la valorizzazione della Stazione Tiburtina; l’introduzione di moderne tecnologie nel nodo di Roma e l’intervento sulla stazione di Magliana in funzione dell’evoluzione dell’aeroporto di Fiumicino. Per quanto riguarda le metropolitane, gli autori sono tranchant sull’ipotesi di creare un’altra bretella sulla linea B (in direzione del nuovo stadio, che invece più opportunamente potrebbe essere collegato dalla ferrovia che corre verso il mare), che sostanzialmente farebbe ripetere l’errore della diramazione B1 Bologna-Montesacro; e sottolineano poi le varie criticità del sistema metropolitano, con due linee che incrociano attualmente solo nel nodo di Termini, numero 69 – 21 Settembre 2016 4 5 e – soprattutto – creando notevoli problemi nell’esercizio delle linee anche per il ritardo negli indilazionabili processi di potenziamento e ammodernamento tecnologico (e le soluzioni, le critiche e i suggerimenti formulate dai tecnici nel volume hanno un valore anche formativo per chiunque voglia approfondire questo tipo di problemi). Un capitolo in qualche maniera a parte è dedicato alla ferrovia Roma-Lido, una sorta di “cenerentola” nel sistema trasportistico della Capitale, per la quale vengono illustrati i progetti di ammodernamento, mentre una doverosa attenzione è dedicata anche alla linea ferro-tramviaria Roma-Giardinetti, per la quale gli autori sottolineano che non vanno ripetuti gli errori commessi con le precedenti linee tramviarie (la Roma-Giardinetti in parte si sovrappone con il percorso della Metro C e c’è il rischio che vengano espiantati i binari), suggerendo anche la possibilità di innovative soluzioni tram-treno. Ma, come si sottolineava anche in precedenza, uno dei principali protagonisti è il tram e i progetti per estendere la rete tramviaria, una delle soluzioni oramai adottate da gran parte delle moderne città e metropoli, per i costi minori che implicano l’impianto dei binari tramviari e per l’altissima resa – invece – in termini di capacità trasportistica, soprattutto se la rete viene costruita funzionando da adduzione ai nodi del sistema trasportistico sia ferroviario che metropolitano. Gli autori sono prodighi nell’illustrazione dei progetti concreti (alcuni fattibili già nell’immediato) per i quali vanno trovate le necessarie disponibilità finanziarie e la volontà di portare avanti i progetti. Per quanto la rete degli autobus, il giudizio è più che drastico, assolutamente secco: la rete va riorganizzata, razionalizzando i percorsi e distanziando gli spazi tra le fermate (nel libro si riporta l’esempio concreto di una linea che, riducendo il numero delle fermate, consentirebbe un notevole aumento della velocità commerciale e risparmi di costi e tempi). Infine, l’ultimo tema (che corre un po’ sullo sfondo dell’intero volume) è quello relativo alla “governance” del sistema trasportistico romano, un tema collegato anche alla necessità di sviluppare una maggiore integrazione tra le diverse modalità: nel libro si sottolinea come l’area romana meriti di diventare una sorta di “Ile de Rome”, considerando che nella capitale si concentrano il 70 per cento della mobilità nel territorio laziale (è questo un grande tema su cui registrano grandi ritardi della politica sia a livello nazionale che locale). Il dibattito ha fornito numerosi spunti di riflessione, si tratta ora di vederli attuati.