Mobilità urbana: secondo l’Istat diminuisce ancora la domanda di trasporto pubblico e privato

Roma, 23 LUG – Dopo la lieve flessione registrata nel 2012, continua a scendere il tasso di motorizzazione nei comuni capoluogo di provincia; nel 2013 si attesta a 613,2 autovetture per mille abitanti. Benché la diminuzione delle autovetture circolanti sia stata complessivamente modesta (-0,9% rispetto al 2012), il dato conferma un’importante inversione di tendenza per le città italiane, anche per il suo carattere generalizzati: il numero di autovetture è stabile o in calo in tutti i capoluoghi tranne a Torino e Reggio Emilia che registrano, rispettivamente, un incremento del 2,6 e dell’1,4%.
I valori più elevati del tasso di motorizzazione si rilevano in alcune città medie e piccole del Centro e del Mezzogiorno: L’Aquila (766,9), Frosinone (739,0), Viterbo (734,8), Potenza (724,7) e Isernia (705,3), seguite da Vibo Valentia, Rieti, Perugia, Ragusa e Olbia – tutte con più di 700 autovetture per mille abitanti. All’opposto si collocano, invece, alcune grandi città, prevalentemente del Nord: Venezia e Genova innanzitutto (rispettivamente con 420,8 e 465,1 auto per mille abitanti), i cui centri storici, peraltro, sono in tutto o in parte inaccessibili alle auto private, ma anche Bologna (508,4), Firenze (521,0) e Trieste (521,9). Valori relativamente bassi (intorno alle 500 auto per mille abitanti) si rilevano anche a La Spezia e Barletta.
Fra i grandi comuni, Catania presenta il tasso di motorizzazione più alto (698,1) – seguita da Cagliari (671,2), Roma (659,2) e Torino (626,6) – ed è insieme a Torino l’unica grande città a registrare, rispetto al 2012, un aumento sia pur lieve (+0,4%) del numero di autovetture circolanti, numero che diminuisce del 2,9% a Roma, del 2,1% a Milano e Firenze, e in misura variabile fra l’1 e il 2% a Genova, Bologna, Napoli, Bari, Taranto e Cagliari.
Continua a crescere la quota delle autovetture meno inquinanti (classe euro 4 o superiore), che dal 2012 costituiscono la maggioranza del parco circolante nei capoluoghi di provincia. Nel 2013 hanno raggiunto il 53% del totale (50,1% nell’anno precedente e 46,9% nel 2011). Valori superiori al 60% si rilevano a Como, Pavia, Reggio Emilia e Bologna, e in ben cinque dei capoluoghi toscani: Lucca, Firenze, Prato, Livorno e Pisa. Le auto in classe euro 4 o superiore sono ancora in netta minoranza, invece, in diverse città del Mezzogiorno, fra cui Napoli (31,8%) e Catania (34,2%). Nei capoluoghi del Centro e del Nord le auto a più bassi standard emissivi erano più della metà già nel 2011 e raggiungono nel 2013 rispettivamente il 55,4 e il 59,2%, mentre nel Mezzogiorno – nonostante la linearità nel trend di crescita – la quota è ancora del 42%, e la soglia del 50% è stata superata, per la prima volta nel 2013, soltanto in tre comuni: L’Aquila, Pescara e Bari.
Nel corso degli ultimi cinque anni, la composizione del parco autovetture circolanti per tipo di alimentazione è stata caratterizzata da una lenta, ma continua erosione della quota dei motori a benzina, a vantaggio dei diesel e soprattutto dei motori a gas o bi-fuel, sebbene nel 2013 le auto a benzina rappresentino ancora il 55,5% del totale, contro il 37,2% delle auto diesel e il 7,3% della auto a gas o bi-fuel. La piccola quota residua (0,02%) è in forte crescita ed è formata per oltre il 60% da auto elettriche.
Nel 2013 diminuisce per il secondo anno consecutivo anche il numero di motocicli circolanti nei capoluoghi di provincia (-0,6%), dove si contano 132,7 motocicli per mille abitanti (2,38 milioni in valore assoluto). L’espansione di questo importante segmento della domanda di mobilità privata, in forte crescita fino al 2007, era andata gradualmente rallentando fino ad arrestarsi nel 2012. La più alta presenza di motocicli (oltre 200 per mille abitanti) si registra in tre capoluoghi liguri (Imperia – prima tra i capoluoghi con 260 motocicli per abitante- Savona e Genova), e anche a Rimini, Livorno, Siena, Pesaro e, tra i grandi comuni, a Trieste e Catania. All’estremo opposto – con meno di 60 motocicli per mille abitanti – si trovano Foggia, Andria e cinque capoluoghi sardi (Tempio Pausania, Sanluri, Villacidro, Carbonia e Iglesias). Continua a crescere, infine, pur restando nettamente minoritaria, la quota dei motocicli meno inquinanti (classe euro 3), che sale dal 34,6% del 2012 al 37,8% (era del 24% nel 2009).
La densità veicolare, calcolata considerando il complesso dei mezzi di trasporto su gomma, adibiti sia al trasporto di persone sia a quello delle merci, scende – nel’insieme dei capoluoghi di provincia – da 721,7 a 715,3 veicoli per km2 di superficie comunale. Le densità più elevate si misurano a Napoli (6.033,6 veicoli/km2), Torino (5.363,9) e Milano (5.205,0); le più basse (meno di 100 veicoli per km2) a Enna, e in Sardegna, a Tempio Pausania, Lanusei, Sanluri, Villacidro e Iglesias.
Anche per la domanda di trasporto pubblico locale (pari, nel 2013, a 188,6 passeggeri per abitante) continua la tendenza negativa iniziata nel 2012 dopo un triennio di relativa stabilità. Un confronto con gli indicatori della domanda privata (tassi di motorizzazione) evidenzia tuttavia, negli ultimi due anni, una forte contrazione della domanda di mobilità pubblica, sulla quale sembrano ripercuotersi in maniera più diretta gli effetti della crisi economica.
Nell’insieme dei capoluoghi, il numero di passeggeri del trasporto pubblico locale è diminuito del 4,3% (-7,7% nel 2012). La domanda di trasporto è fortemente concentrata nelle grandi città: sul totale dei 116 capoluoghi di provincia, i 18 grandi comuni rappresentano, infatti, poco meno del 60% della popolazione ma oltre l’85% dei passeggeri trasportati (dati 2013). Venezia, con 706,8 passeggeri per abitante, è la città con la più alta domanda di trasporto pubblico, seguita da Milano (487,7), Roma (436,0) e Trieste (324,9). Valori superiori ai 200 passeggeri per abitante si rilevano anche a Torino, Genova, Brescia, Bologna, Firenze, Siena e Cagliari.
Rispetto alla domanda di trasporto privato, la dinamica della domanda di trasporto pubblico presenta un quadro assai meno uniforme. Il calo dei passeggeri è stato molto più forte nei capoluoghi del Mezzogiorno (-11,1%) che in quelli del Nord (-5,3%) e del Centro (-1,4%), e molto più tra i grandi comuni (-5,1%) che tra gli altri capoluoghi, dove si registra, rispetto al 2012, soltanto una leggera flessione (-0,6%). Tra le grandi città, il numero dei passeggeri del trasporto pubblico locale è diminuito in misura particolarmente rilevante (tra il 15 e il 20%) a Napoli, Messina e Palermo, ma diminuzione di oltre il 10% si registrano anche a Milano, Bari, Reggio Calabria e Catania. I passeggeri sono in aumento, invece, a Venezia (+4,6%), Bologna (+5%), Firenze (+7,6%) e Cagliari (+8,3%).
Alla fine del 2013, considerando gli strumenti di pianificazione, 92 dei 106 capoluoghi con più di 30 mila abitanti hanno approvato un Piano urbano del traffico (Put), mentre altri quattro lo hanno adottato ma non ancora approvato, adempiendo comunque all’obbligo di legge. A questi si devono aggiungere tre capoluoghi (Sondrio, Isernia e Tortolì) che si sono dotati di un Put anche se non raggiungono la soglia dei 30 mila abitanti. I comuni capoluogo ancora sprovvisti di Put adottato o approvato rappresentano, in termini di popolazione residente, il 5,7% del totale, ma la loro quota sale all’11,3% nel Mezzogiorno (contro l’1,8% del Centro e il 4,2% del Nord).
Si diffondono le iniziative per l’incremento della mobilità sostenibile cresce soprattutto al Nord, anche al di fuori delle aree metropolitane, l’offerta di car sharing, disponibile in 23 città (20 nel 2012 e 18 nel 2011). E’ ugualmente in crescita, ma molto più diffusa, l’offerta del servizio di bike sharing, presente in 66 capoluoghi (contro i 52 del 2011): al Nord il servizio è disponibile in quattro capoluoghi su cinque, ma i progressi sono sensibili anche al Centro (due capoluoghi su tre) e nel Mezzogiorno (uno su quattro).
Le piste ciclabili sono presenti in 105 città, in 36 delle quali per una lunghezza di almeno 34 km. Nel corso del 2013, 38 capoluoghi di provincia hanno incrementato la propria dotazione di piste ciclabili, mentre 67 l’hanno lasciata invariata o lievemente ridotta. Continua a crescere, di conseguenza, la densità territoriale delle piste ciclabili, che rispetto al 2012 passa da 18,1 a 18,9 km per 100 km2 di superficie comunale. I valori più alti di questo indicatore si rilevano a Torino, Bergamo, Brescia, Mantova, Treviso, Padova, Pordenone e Modena, tutte con più di 100 km di piste per 100 km2, mentre gli 11 capoluoghi che risultano privi di piste ciclabili si trovano tutti nel Mezzogiorno.
I sistemi di infomobilità, basati sull’applicazione di tecnologie dell’informazione al servizio della mobilità urbana, rappresentano un importante contributo all’evoluzione delle città verso il modello della smart city. Nel 2013, il numero dei comuni dotati di almeno un sistema di infomobilità è salito a 68 (65 nel 2012 e 53 nel 2011). Anche la diffusione di questi sistemi si concentra fortemente nel Centro-Nord, dove la presenza è riportata in 53 capoluoghi su 69 (quasi otto su dieci, col oltre il 90% della popolazione), mentre nel Mezzogiorno dispone di almeno un sistema di infomobilità una città su tre (poco più del 50% della popolazione).