Garante dell’Infanzia Emilia Romagna: altezza criterio discriminante per gratuità trasporti

Bologna, 20 NOV – Una società di trasporto pubblico locale dovrebbe “ricorrere ad altri criteri oggettivi diversi dall’altezza per la gratuità del trasporto pubblico dei minori”, perché questo criterio è “discriminatorio” e non garantisce a tutti i minori il “diritto di accedere in modo equo e paritario alle opportunità offerte”. È quanto sostiene il Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza, Luigi Fadiga, rispondendo a una segnalazione presentata da un cittadino piacentino, padre di una bambina di sette anni. L’uomo si è rivolto al Garante per lamentarsi del regolamento di Seta (Società emiliana trasporti autofiloviari) che prevede solo per i minori con un’altezza inferiore ad un metro di accedere gratuitamente ai mezzi dell’azienda.

Il Garante, pur riconoscendo che è accettabile e “conforme alla normativa vigente la posizione di Seta che l’altezza sia un criterio oggettivo e facilmente misurabile”, afferma tuttavia che questo criterio “solo apparentemente neutro” può creare una discriminazione “fra persone appartenenti a una stessa categoria, nella fattispecie bambini e bambine di stessa età anagrafica, ma con stature diverse, inferiori, pari o superiori al metro, e che per questo vengono trattate più o meno favorevolmente di quanto siano, siano stati e sarebbero i loro coetanei in ragione delle loro diverse caratteristiche fisiche”.

Secondo Fadiga, quindi, “a una stessa categoria di persone, definite secondo caratteristiche identiche o ragionevolmente omogenee, deve invece essere riconosciuto un trattamento identico a prescindere dal possesso di una data caratteristica fisica”. Invece, rimarca il Garante, “nel condizionare il riconoscimento del beneficio al possesso del requisito fisico dell’altezza, il regolamento di Seta individua una generalità di cittadini, presumibilmente riconducibili alla fascia di età 0-4 anni, senza prevedere che la statura di taluni di essi possa essere diversa, ovvero maggiore, come probabilmente è nei bambini e non nelle bambine”. Tale previsione si fonda quindi “sull’erronea valutazione che non esistano differenti caratteristiche fisiche fra minori della stessa fascia di età”. A tal proposito, Fadiga cita l’esempio di Bologna e “la possibilità per i residenti nati tra il 2003 e il 2009 di andare a scuola in bus gratis, avendo la locale amministrazione cittadina rinnovato l’abbonamento annuale gratuito per i quasi 20.880 minori di quelle fasce d’età”.

Per questo motivo, il Garante dei minori si è rivolto anche all’amministrazione comunale di Piacenza, raccomandando di “considerare sempre in maniera preminente l’interesse superiore dei minori presente nel territorio” e “di adottare appropriati provvedimenti affinché gli stessi siano tutelati contro ogni forma di discriminazione e garantiti nel loro diritto di accedere in modo equo e paritario alle opportunità offerte”.