Non piove da settimane e la penisola è quasi tutta coperta da smog impalpabile: c’è dove la mattina la nebbia incombe sulle strade, c’è dove il cielo è limpido, ma le polveri sottili provocano malattie respiratorie.
Sembra che con queste condizioni meteorologiche ci si debba fare l’abitudine ed in fondo, una maggiore sensibilità “ambientale” serpeggia un po’ dappertutto e persino tra i capi di Stato e di Governo che a Parigi sabato scorso hanno sottoscritto impegni più stringenti per evitare la prevista catastrofe ambientale.
L’Italia, lo si è persino detto in questi giorni segnati dall’accordo sul clima di Parigi, qualcosa di molto positivo ha fatto, a partire dal comparto dell’energia elettrica, con le fonti rinnovabili sempre più diffuse sul territorio (oltre 40%) e con diverse centrali elettriche tradizionali pronte alla chiusura o alla riconversione.
Il consumo dei carburanti fossili si concentra nel riscaldamento domesticoma soprattutto nella strabordante mobilità privata, che dovrebbe essere contenuta con politiche di incentivazione del mezzo pubblico. Ma qui casca l’asino: il trasporto pubblico collettivo è fortemente sussidiato, il trasporto privato genera fortissime entrate all’Erario. Gli “gnomi” del MEF male sopportano l’idea di ridurre le entrate ed aumentare la quota di sussidi: i conti pubblici ne uscirebbero maluccio. E poi – essi sembrano pensare- né l’asma, né la bronchite cronica, né il tempo perso per entrare in città su una strada intasata fanno perdere punti di Pil, semmai fanno perdere tempo e salute, ma poi la salute è un problema dei colleghi del Ministero della Sanità.
Ecco, incentivazione del trasporto pubblico e collettivo: non esiste commentatore o politico che si dichiari contrario. Poi nelle pratiche della politica vecchia è tutt’altra cosa.
Qui non si tratta di buttare soldi o di saldare bilanci a pié di lista di aziende male amministrate ma di pensare politiche attive per far lasciare l’auto a casa, o magari al concessionario non comprandola quando se ne possiede già una. E si vorrebbe che il Governo battesse un colpo, che mettesse in pratica almeno uno degli ultimi hashtag lanciati da Matteo Renzi e che perfettamente si possono applicare alla mobilità delle città: da #cambiaverso a #italiariparte, da #lavoltabuona a i #centogiorni, diventati oggiAggiungi un appuntamento per oggi mille con il #passodopopasso.
In attesa della tanto attesa riforma del TPL c’è chi la politica la fa con i fatti per cambiare verso, e lo fa nei giorni del grande smog: dalle cronache di Mobilitypress abbiamo visto le iniziative del Comune di Milano. che ha deciso di affiancare alle tradizionali misure di blocco auto sugli euro 3 diesel e di abbassamento delle temperature del riscaldamento, importanti incentivi per il trasporto pubblico la gratuità del bike sharing e dei mezzi di superficie per chi accompagna i minori. Misura rinvigorita con la decisione di fare viaggiare sulla rete cittadina con il biglietto singolo per tutta la giornata fino al 24 dicembre.,
Nella vicina Bergamo ATB a sostegno dei provvedimenti adottati dal Comune per contenere l’inquinamento atmosferico in città, ha disposto a partire da giovedì 10 dicembre 2015 (fino alla revoca dell’ordinanza comunale), l’utilizzo gratuito di autobus, funicolari e tram per i bambini con età inferiore agli 11 anni compiuti e un adulto che li accompagna a scuola.
A Torino l’amministrazione Fassino, in collaborazione con GTT ed Extra.TO, ha lanciato il progetto “Lascia l’auto, viaggia gratis”, un’iniziativa straordinaria per migliorare la qualità dell’aria consentendo ai cittadini per un pai di giorni di viaggiare gratis su tutte le linee urbane e suburbane di bus, tram e metro, con più di venti comuni della cintura collegati. Abbiamo segnalato tre iniziative, ma sicuramente altre ci sono state su e giù per l’Italia.
Questa è politica, questo è il modo migliore per attirare tutti quei cittadini italiani che usano raramente (in qualche caso che non hanno mai usato) il trasporto pubblico e collettivo. E’ la buona politica, che costa poco in termini economici, ma che può generare grandi profitti. Certo, sia anche chiaro che quei cittadini che salgono per la prima volta sull’autobus o sulla metropolitana, dovranno trovare un servizio all’altezza delle promesse. E qui ritorniamo agli hastag: sarebbe #lavoltabuona per #cambiaverso perché #italiariparte anche dal TPL.