Brescia Mobilità: Medeghini, soddisfatti per integrazione Bicimia-metro. Ora avanti con nuove sfide

Brescia, 11 NOV – “Con l’installazione delle postazioni di Bicimia (il bike-sharing bresciano ndr) in corrispondenza delle fermate della nuova metropolitana della città possiamo dire che siamo riusciti ad aumentare (i dati grezzi parlano di circa il doppio di utilizzatori delle biciclette) il numero di utenti della metropolitana leggera e dello stesso servizio di bike sharing. La bici in genere e quella del bike sharing in particolare, dà infatti, l’opportunità di allargare, di molto, l’area di influenza pedonale delle fermate (dai circa 200/300 metri al chilometro e più) e serve tutta una fascia importante di popolazione che vive e lavora ad una distanza “media” rispetto alla metro e che per raggiungerla può così optare per un mezzo comodo, “smart” e veloce, come appunto la bicicletta, piuttosto che, nell’indecisione di prendere la macchina per andare allo scambiatore più vicino, una volta a bordo della propria vettura, decida di raggiungere direttamente il luogo di destinazione”.
Così Marco Medeghini, Direttore Generale di Brescia Mobilità SpA, in un’intervista concessa a Mobility Press nel giorno del convegno “Social Bus. Come cambia il trasporto pubblico locale con i social media e la nuova comunicazione”, organizzato dalla stessa Brescia Mobilità e dal Comune di Brescia.
“L’interconnessione con le biciclette è un pacchetto che funziona, soprattutto tra i giovani che, per distanze medio – brevi la preferiscono spesso al bus. Forse c’è anche un elemento di percezione psicologica del mezzo, forse la bici sta guadagnando davvero un certo appeal ed è diventata, credo correttamente, anche trendy – ha continuato Medeghini -, sta di fatto che il parcheggio di interscambio ai capilinea risulta certamente più utile ed utilizzato per chi deve percorrere distanze più lunghe (dai 5-10 chilometri in su) dal luogo di provenienza”.
Con il Direttore si è poi parlato della questione dei writers che imbrattano i mezzi di trasporto. “Non siamo purtroppo immuni da questo problema, pur con le dovute proporzioni; coprendo i veicoli della metropolitana con una speciale pellicolatura ‘antiwriters’ siamo in grado di garantire una pulizia rapida, quasi immediata, dei mezzi (importante per l’effetto anti emulazione) a costi molto minori rispetto alla riverniciatura. Inoltre, grazie ai nostri sistemi di controllo tramite telecamere di videosorveglianza (nei convogli della metro, nelle stazioni, sui bus, nei parcheggi) le forze dell’ordine, con le quali è in atto una proficua e preziosa collaborazione, sono sempre riuscite ad identificare i colpevoli”.
Una delegazione di Brescia Mobilità ha poi, di recente, effettuato un viaggio di conoscenza nella città francese di Rennes, simile come dimensioni alla città lombarda, che conta circa 200.000 abitanti per arrivare a 450.000 in tutto l’hinterland, e con una linea metropolitana leggera automatica. “Rennes ha un numero di utilizzatori che nel tempo è divenuto assai rilevante, di sicuro successo; per questo hanno deciso di costruire una seconda linea. Noi – continua Medeghini – abbiamo studiato, per il Comune, tutta una serie di possibili estensioni dell’attuale sistema e, tra gli altri progetti, una importante linea di tram che, intersecando l’attuale linea di metropolitana, vada a completare e coprire, sul territorio comunale, un ulteriore significativa fetta della domanda. Il viaggio non è stato importante solo dal punto di vista tecnologico, riguardo ai sistemi ed alle esperienze, ma, anche e soprattutto, per indagare le motivazioni, i numeri e le scelte che hanno portato Rennes Metropole a continuare su questa non semplice strada di infrastrutturazione trasportistica. I loro risultati sono stati eccellenti, i nostri, per ora, buoni e soddisfacenti, questo il motivo del nostro interesse. Il viaggio ha trasmesso stimoli importanti e la consapevolezza di una strada: ‘quella giusta’. Oggi, in realtà, siamo purtroppo abituati a pretendere risultati immediati, ma in questo campo, più che in altri, i risultati sono necessariamente ‘a lungo respiro’; le infrastrutture necessitano di continua implementazione e guardano al futuro delle nostre città per almeno i prossimi 50 anni; questo credo sia il punto: come vediamo le nostre città in questo arco temporale”
Per quanto riguarda il pagamento delle multe per mancato pagamento dei titoli nel TPL, Medeghini ci ha fatto sapere che la situazione a Brescia è molto simile a quella di molte altre città del nord Italia. “La riscossione a breve si attesta intorno al 40-50% dell’emesso, dato che poco si discosta da quello della riscossione, sempre a breve, delle multe per le infrazioni dei veicoli al codice della strada. Sui bus abbiamo dei verificatori che, purtroppo, possono chiedere il documento ma non lo possono esigere, quindi abbiamo una difficoltà del tutto pratica. Anche a fronte di alcune recenti situazioni di ‘intemperanza’ stiamo valutando quindi la possibilità, condivisa con la Prefettura e le forze dell’ordine, di avere le cosiddette ‘guardie giurate’ sui bus per avere un po’ più di autorevolezza, maggiore serenità a bordo e migliori risultati. La ‘guardia giurata’ può essere quindi un nuovo strumento utile per risolvere ‘certe situazioni’ e per migliorare la sicurezza percepita a bordo sia da parte del cliente che da parte dell’autista”.