Palermo, 5 OTT – “Chiediamo certezze per il futuro del settore dei trasporti pubblici in Sicilia. Le nostre aziende sono allo stremo”.
Cosi’ in rappresentanza delle principali aziende di trasporto pubblico locale su gomma, il presidente di Asstra Sicilia, Claudio Iozzi, alla vigilia dello sciopero di otto ore proclamato per domani dai sindacati confederali, Filt Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti. “Eravamo stati convocati per oggi dall’Assessorato regionale alle Infrastrutture e alla mobilita’ – spiega Iozzi – ma l’incontro e’ saltato all’ultimo minuto per impegni istituzionali dell’assessore Pizzo e riconvocato per il 14 ottobre. Questo la dice lunga sull’attenzione che viene riservata dal Governo Crocetta al settore dei trasporti pubblici locali, con particolare riferimento ai servizi urbani”.
“Come associazione – sottolinea Iozzi – non possiamo che confermare lo stato di crisi del settore che ha provocato la reazione dei sindacati, che hanno proclamato uno sciopero per domani. Se questa situazione dovesse continuare – aggiunge il presidente di Asstra Sicilia -, nel breve periodo, si avra’ un fermo dei servizi alla cittadinanza, ritardi nei pagamenti degli stipendi ed eventuali riduzioni di organico”.
“L’unico elemento di novita’ che c’e’ – prosegue Iozzi – e’ l’impegno delle somme per il terzo e quarto trimestre del 2015. Questo pero’ non vuol dire l’immediato pagamento, per i noti problemi di cassa che ha la Regione Siciliana. Infatti, non basta l’impegno di spesa ma serve l’erogazione dei fondi”.”Inoltre – sottolinea Iozzi -, permangono tutte le criticita’, relative al mancato impegno per le somme dell’ultimo trimestre del 2014 per i soli servizi urbani, che con i relativi tagli, anche per il corrente anno ammonta a circa 55 milioni euro. Si tratta del debito della Regione solo per questa voce”. “Non possiamo che manifestare – conclude il presidente di Asstra Sicilia – una totale insoddisfazione per come viene gestita la problematica, anche per la mancata certezza della programmazione futura. Siamo a fine anno, ci sono una serie di nodi da sciogliere e scadenze, e quindi quello che paventiamo e’ un caos totale, il blocco totale del settore”.