15 dicembre 2018

Trento: presentati i primi risultati del progetto e2Call sulla sicurezza stradale

progetto e2Call

Trento, 30 NOV – Difficilmente i non addetti ai lavori lo sanno, ma dal 31 marzo 2018 le case automobilistiche dovranno installare su tutti i veicoli prodotti un dispositivo in grado di attivare automaticamente una richiesta di soccorso per incidente stradale appena avvenuto. L’eCall, ovvero la chiamata automatica d’emergenza veicolare, prevista nel “Programma 2011-2020 sulla sicurezza stradale”, è una delle funzionalità introdotte dalla Commissione Europea con l’obiettivo di dimezzare nei prossimi dieci anni il numero di vittime di incidenti stradali. E proprio su questo nuovo dispositivo si focalizza il progetto e2Call, promosso dalla sede di Trento di Centro Ricerche FIAT e da Telecom Italia, grazie anche al supporto della Provincia autonoma di Trento tramite i finanziamenti alla ricerca applicata. Un progetto che si concluderà nell’aprile 2016 ma che già ha prodotto i primi risultati, illustrati ieri in un workshop tenutosi a Rovereto presso Progetto Manifattura ed organizzato in collaborazione con Trentino Sviluppo.

Nel corso del decennio 2001- 2010 l’Italia ha ridotto il numero di vittime di incidenti stradali del 40%, posizionandosi sopra la media degli altri paesi della UE. Nonostante i risultati conseguiti e la continua pressione a fare meglio, il problema dell’incidentalità stradale comporta ancora un elevato costo sociale.
Nel “Programma 2011-2020 sulla sicurezza stradale: misure dettagliate” la Commissione Europea ha fissato un obiettivo di riduzione del numero di vittime di incidenti stradali del 50% in 10 anni, indicando le misure per migliorare la sicurezza dei veicoli e l’utilizzo delle nuove tecnologie a tal scopo quali punti di particolare attenzione.
Il dispiegamento della eCall (chiamata automatica d’emergenza veicolare), funzionalità obbligatoria su tutti i veicoli di nuova omologazione a partire dal 31 marzo 2018 per mandato della EU, che si appoggia sulla infrastruttura in esercizio per le chiamate d’emergenza generali (Numero Unico Europeo), ha l’obiettivo di ridurre drasticamente i tempi di risposta dei servizi di soccorso al fine di intervenire il prima possibile nella così detta “Golden hour”, ovvero il periodo di tempo che inizia dall’avvenuto incidente traumatico fino all’intervento dei soccorsi.
Per adempiere a tale obbligo è necessario dotare tutti i nuovi veicoli di un apposito apparato che, in caso di incidente, sia in grado di determinare la posizione del veicolo, comunicare mediante la rete mobile la posizione ed altri dati ad un centro di gestione delle emergenze, stabilire automaticamente un collegamento telefonico con lo stesso centro.
Tuttavia, dato che le risorse di calcolo necessarie alla eCall sono utilizzate unicamente nel momento di un eventuale incidente, rimanendo quindi inutilizzate nella maggior parte del rimanente tempo, è evidente che si aprono orizzonti molto interessanti sul maggior valore di “servizi” realizzati sfruttando tale capacità residuale o con potenziamenti conseguibili a costi marginali. Detto in altri termini, le tecnologie di comunicazione mobile a larga banda e le tecniche di localizzazione precisa sono una potenziale piattaforma abilitante di nuove categorie di funzionalità e servizi per la sicurezza stradale prima non realizzabili.
Da un lato si aprono prospettive su scenari con “veicoli sempre connessi” che comunicano informazioni aggiornando continuamente una conoscenza approfondita ed in tempo reale della situazione delle strade, dall’altro la possibilità di individuare con precisione estrema la posizione dei veicoli stessi consente di prospettare, dipendentemente dalla capacità di soddisfare contestualmente tutti i requisiti di cautela ed affidabilità, scenari di guida assistita per la sicurezza preventiva.
L’obiettivo del progetto, che il Centro ricerche FIAT e Telecom Italia intendono raggiungere, è quello di ricercare soluzioni innovative a bordo veicolo ed in rete, basate su localizzazione precisa e reti a larga banda LTE, finalizzate al miglioramento della sicurezza stradale. In particolare, le soluzioni oggetto di approfondimento riguarderanno gli Advanced Driver Assistance Systems (ADAS), ovvero soluzioni tecnologiche di bordo in grado di aiutare nella guida del veicolo migliorandone la sicurezza, la Enhanced Emergency Call (e2Call), ovvero la capacità di caratterizzare con estrema precisione un incidente al fine di massimizzare l’efficacia della eCall standard, Road Safety Information Services (RSIS) ovvero la raccolta continuativa di informazioni generate dai veicoli e dai guidatori stessi al fine di creare una mappa dettagliata sulla sicurezza delle strade.
La sperimentazione sul territorio, che verrà effettuata nel test-site urbano oggetto del seminario, offrirà i primi risultati di ricerca applicata derivati da soluzioni telematiche implementate. La validità dei risultati ottenuti sarà verificata e rafforzata attraverso un’analisi virtuale eseguita con software di simulazione di rete.
Un’automobile sempre connessa in costante dialogo con le altre macchine ed anche con la strada sono un importante passo per la cooperazione tra veicoli e l’infrastruttura al fine di rendere più sicura la mobilità creando un paradigma promettente ai fini della sicurezza stradale del futuro.
Di questo si è parlato nelle due sezioni del seminario tecnico, dopo l’introduzione al progetto e2Call da parte di Antonio Fuganti, Fiat Chrysler Automobiles, che ha evidenziato le forti competenze della sede CRF di Trento, per questo parte integrante di sviluppi in ambito FCA globale, e le importanti collaborazioni in essere con gli istituti di ricerca presenti sul territorio.
Nella prima sezione, intitolata “Sicurezza stradale: i contributi di e2Call”, sono intervenuti Marco Darin, del Centro Ricerche FIAT Trento Branch e responsabile tecnico del progetto, Mauro Da Lio, docente del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università degli Studi di Trento, Fabrizio Granelli, docente del Dipartimento di Ingegneria e Scienza dell’Informazione dell’Università degli Studi di Trento, Domenico Apuzzo di Telecom Italia e Fabio Casati, docente del Dipartimento di Ingegneria e Scienza dell’Informazione dell’Università degli Studi di Trento.
Nella seconda sessione, sono intervenuti Rosario Giorgianni, di Telecom Italia, Leandro D’Orazio, del Centro Ricerche FIAT Trento Branch, per concludere con la presentazione del prototipo di veicolo e dei tool di analisi da parte dei ricercatori del Centro Ricerche FIAT Trento Branch.