28 giugno 2017

Stazione Afragola: un esempio di come le nuove stazioni coniugano il bello con lo sviluppo della tecnologia

Le stazioni, secondo una mirabile definizione di Marc Augè, sono sovente dei “non luoghi”: spazi dove la gente corre freneticamente e dove spesso i negozi risultano omologati in un’indistinta proposta commerciale. Cosa diventerà la mirabile opera d’arte che è la nuova stazione di Napoli Afragola, realizzata su progetto della grande architetta irachena Zaha Hadid e inaugurata ieri alla presenza delle massime autorità nazionali e locali, non possiamo allo stato attuale ancora saperlo, anche se la coerenza con cui si sta portando avanti il progetto – dopo le fasi difficili che ha vissuto – può indurre a un qualche ottimismo. Una cosa però è certa, e cioè la realizzazione delle linee Alta Velocità è stata accompagnata dal progetto di nuove stazioni interamente dedicate a questo servizio e per costruirle ci si è affidati, tramite concorsi internazionali, a grandi architetti, con l’esplicita intenzione di lasciare un segno che andasse molto al di là del presente, richiamandosi all’importanza via via assunta nel passato da edifici come la stazione Termini o Milano Centrale. Questo progetto non è ancora completato, ma a Roma la Stazione Tiburtina, progettata dall’architetto Paolo Desideri, ha avviato la riqualificazione di un’area degradata della Capitale e, anche se il progetto ispiratore ancora non ha espresso tutte le sue potenzialità, con la realizzazione del nuovo grattacielo che ospita la Banca Nazionale del Lavoro e probabilmente ospiterà anche il nuovo quartiere generale delle FS in quell’area, si determinerà sicuramente una profonda trasformazione del sito. A Torino, la stazione di Porta Susa realizzata su progetto dello studio AREP con una spettacolare galleria in acciaio e vetro, è stata insignita del Premio Solare Europeo da Eurosolar, associazione no-profit che concentra la sua attenzione sulle potenzialità offerte dalle sperimentazioni nel campo dell’architettura ecologica, dell’urbanistica responsabile e della mobilità urbana alternativa nella risoluzione dei problemi energetici. La stazione dell’Alta Velocità realizzata a Reggio Emilia è una grande cattedrale dal design avveniristico: ideata dall’archistar Santiago Calatrava genera, per come è stata realizzata – e cioè, con una copertura composta da una successione ripetuta di 19 portali a sezione chiusa e geometricamente differenti, per un totale di 457 portali – un andamento sinusoidale che conferisce all’infrastruttura un effetto che richiama il movimento di bianche onde. La stazione AV di Bologna, realizzata da Italferr e posta a 23 metri sotto la superficie della Stazione Centrale, è la chiave di volta di tutto il progetto di potenziamento del nodo ferroviario del capoluogo emiliano. E’ ancora in fase di realizzazione la nuova stazione AV di Firenze, la cui cifra stilistica è firmata da un’altra archistar come Norman Foster, e che è destinata ad avere un impatto sulla città anche per la riorganizzazione che ne seguirà dell’intero sistema metropolitano e regionale. Ritornando all’ultima “creatura” partorita dal gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, e cioè a quella che diventerà la “porta” meridionale dell’AV, questa nuova e bellissima (e dobbiamo dirlo ad alta voce!) stazione di Napoli Afragola è stata concepita come un ponte che, vitalizzato dalle funzioni commerciali che dovranno essere aperte, segna un percorso entro un volume di calcestruzzo e vetro, che assicura la connessione del tessuto urbano scavalcando i binari ferroviari. Qualcuno ha bollato questa stazione usando l’aggettivo “faraonico”: in qualche maniera, in risposta possiamo riprendere le parole del premier Paolo Gentiloni, che ha sottolineato come questo aggettivo non ha solo un’accezione negativa, ma ricordi piuttosto quanto realizzato da un popolo, quello degli antichi egizi, che ha lasciato un segno di grande civiltà nella storia del mondo. E, in tal senso, possiamo concordare con lui che un grande paese ha bisogno di realizzare grandi opere dando soprattutto un chiaro messaggio che l’Italia è in grado di rialzare la testa. Sicuramente partiti ultimi in Europa nell’adeguamento delle infrastrutture ferroviarie, oggi – senza tema di smentite – possiamo dire che siamo, in questo campo, all’avanguardia sia in termini tecnologici che di realizzazioni architettoniche e infrastrutturali. Per non parlare del servizio, che ha visto – unici in Europa – l’ingresso della concorrenza con un grande vantaggio per i consumatori: e scusate se è poco…