Salerno: completato lo sfondamento della massicciata ferroviaria della Lungoirno

Salerno, 9 SET – Sono stati completati i lavori di sfondamento della massicciata ferroviaria di Torrione nell’ambito dei lavori di realizzazione della strada Lungoirno. Si è trattato di un’opera imponente che permette di concludere il nuovo asse di mobilità pedonale e veicolare monte/mare per la città di Salerno con grandi benefici per la celerità e la sicurezza della circolazione in un punto strategico del territorio. Lo sfondamento, realizzato mentre continuava la circolazione ferroviaria, è stata una delicata e complessa opera d’ingegneria le cui problematiche e difficoltà ben si possono comprendere con l’allegata scheda tecnica.

La strada Lungoirno segue il corso dell’omonimo fiume ed è l’asse portante di un grande programma di trasformazione urbana che insieme al miglioramento della viabilità ha permesso l’apertura di parchi,teatri e spazi culturali, la costruzione di alloggi ed uffici, la riqualificazione territoriale di zone degradate del capoluogo.

“Si completa sostanzialmente la Lungoirno – ha dichiarato il Sindaco De Luca nel corso della visita al cantiere – Entro l’anno realizzeremo lavori di arredo all’entrata del tunnel da via Vinciprova, con giardini pubblici e un’area di parcheggio. Arriva a conclusione una delle opere più rilevanti per la nostra città: 5 km di asse stradale che collegano il mare con la collina attraverso una passeggiata splendida. Con i suoi 70 metri di profondità, il tunnel ferroviario della Lungoirno (due tunnel stradali e due pedonali) è tra i più lunghi d’Italia ed è un’opera di notevole complessità dal punto di vista ingegneristico. E’ davvero una di quelle opere che segnano la storia di una città e del suo assetto urbano. Ringrazio l’impresa, i nostri tecnici, i responsabili e i direttori del cantiere, gli operai, che hanno fatto davvero un lavoro straordinario. Abbiamo stretto i denti, abbiamo retto in un momento così difficile: oggi consegniamo alla città una delle opere più rilevanti dei prossimi secoli”.