Roma: il piano del Campidoglio per ampliare la rete tramviaria. Si parte dai Fori Imperiali

Roma, 3 MAR – La metro C almeno fino a Ottaviano, il prolungamento della metro A verso Torrevecchia e della B a Casal Monastero. Prima, però, nuove linee tramviarie sia in Centro che in periferia. Questi i punti cardine dello scenario delineato dal Campidoglio nell’ambito di una programmazione a medio-lungo termine in vista di un appuntamento certo, il Giubileo del 2025, e di un altro auspicato, le Olimpiadi del 2024.

Gli sforzi dei tecnici del Dipartimento capitolino Mobilità e dell’Agenzia per la Mobilità si stanno concentrando sulle opere da realizzare per cambiare volto alla mobilità romana nei prossimi anni, iniziando, però, da quelle fattibili nel breve periodo.

Ovvero, gli interventi sulla rete tramviaria, meno costosi e di più rapida realizzazione. Un lavoro del quale l’assessore alla Mobilità, Guido Improta, ha anticipato alcuni aspetti nelle sue recenti dichiarazioni sulla metro C e sul tram lungo i Fori Imperiali e via Cavour.

Questo lavoro di pianificazione, inoltre, potrebbe arricchirsi con i benefici che potrebbero arrivare da altri interventi “esterni”, come la chiusura dell’Anello Ferroviario. Il piano d’azione parte da alcuni punti fermi. Il primo è il tram lungo i Fori Imperiali, sul quale l’assessore Improta intende chiudere la Conferenza dei Servizi entro l’estate. L’idea è quella di ampliare la rete di binari avvicinando e poi congiungendo quelli sull’asse piazza Vittorio-Porta Maggiore-Prenestina con la Venezia-Casaletto.

A quel punto il passaggio intermedio a Colosseo garantirebbe alla metro C un terzo scambio con la rete di trasporto dopo quelli con la linea A, a San Giovanni, e con la B.

Inoltre le linee tramviarie che collegano con il Verano e poi con i Parioli, sarebbero finalmente collegate con il Centro e Monteverde.

Il secondo passo, invece, riguarda il quadrante sud-est e la Casilina con la trasformazione della Termini-Giardinetti in tramvia collegata da un lato all’asse Prenestina-Porta Maggiore e dall’altro a Tor Vergata, portando i binari su viale dei Romanisti.

La filosofia del “passo dopo passo” prosegue con la tramvia lungo la Palmiro Togliatti, almeno tra Cinecittà e Ponte Mammolo, il raccordo Stazione Tiburtina-viale Regina Margherita, la tramvia su viale Marconi e quella da Ostiense alla vecchia Fiera di Roma.

Visione sul lungo termine: è il compito di Pgtu e Prg

Iniziare per tempo, non solo è un esercizio di buon senso, ma è anche una necessità. Le risorse economiche scarseggiano, visto che sui fondi per le Olimpiadi ancora non si può contare, ma iniziare a realizzare le piccole opere si può. In Italia, spesso si lamenta l’assenza di una programmazione di lungo periodo, di una visione strategica che guardi lontano sia nelle infrastrutture che sulle politiche industriali, culturali o ambientali. A Roma lo sforzo è stato fatto approvando prima il Piano Regolatore Generale e recentemente il Piano Generale del Traffico Urbano, che affida al Piano Urbano della Mobilità, PUM, il compito di indicare e mettere in cantiere le opere necessarie. Rendendole coerenti con quanto previsto dal Piano Regolatore.

Il ruolo dell’Anello Ferroviario
La chiusura dell’Anello Ferroviario, del quale si parla da decenni, potrebbe aggiungere un pezzo importante alle grandi opere per la mobilità romana. Secondo un accordo siglato lo scorso dicembre
tra Campidoglio e Rfi, verranno realizzati 8 nuovi chilometri di binari da Vigna Clara a Valle Aurelia,passando per la stazione Pineto, grazie a un finanziamento statale di 102 milioni di euro.

Sui tempi, per ora, nessuno si sbilancia ma il programma è definito e nel frattempo la galleria del Pineto, lunga 4,8 chilometri, è stata ristrutturata e, per consentire il raddoppio dei binari, è stata smantellata la fermata Farneto, simbolo dello spreco dei Mondiali del ‘90. Per chiudere l’anello, poi, bisognerà realizzare gli altri 4 chilometri di binari da Vigna Clara alla stazione Nomentana. Un collegamento veloce tra Ostiense, Vigna Clara, Nomentana, Tiburtina, Pigneto e Tuscolana, con ripetuti scambi con le metropolitane, i tram e le altre ferrovie.

“Una vera e propria quarta linea di metropolitana che cambierà le abitudini di spostamento dei cittadini – ha commentato l’assessore capitolino alla Mobilità, Guido Improta – In questo momento abbiamo già delle linee ferroviarie che possono assolvere alla funzione di quarta rete metropolitana, passando per snodi importanti, da Tiburtina a Termini a Ostiense. Il problema è che i cittadini non lo sanno, non sanno a che ora passano e che si prendono con il Bit (il biglietto da 100 minuti del sistema Metrebus usato per bus, tram e metrò, ndr)”.