Parma: una città con meno auto per vivere meglio. Come cambia la mentalità dei cittadini

Parma, 17 SET – I soldi sono pochi, ma i progetti sono tanti e qualcosa sta cambiando, anche nella mentalità dei cittadini: questo in sintesi il messaggio che arriva dal convegno che ha aperto le iniziative della settimana europea della mobilità sostenibile presso la biblioteca di vicolo delle Asse.
Che non si tratti di sole parole lo si è visto confermare dal direttore del settore mobilità Nicola Ferioli, che ha annunciato l’avvenuto avvio dei lavori della pista ciclabile che collegherà la città al Campus universitario e l’imminente inaugurazione di sei nuove postazioni per il bike sharing.
Condotto dal giornalista Carlo Brugnoli, il convegno è entrato nel vivo con la relazione di Patrizia Malgieri dello studio TRT , esperta di trasporti e territorio, che ha spiegato come si costruisce un “piano urbano della mobilità sostenibile”, che deve vedere al centro il “planning for people”, cioè la programmazione sulle esigenze delle persone prima che sui mezzi usati per gli spostamenti.
Pierdomenico Belli, amministratore unico di SMTP (la società che programma la rete di trasporto per la città e la provincia), ha preannunciato l’incarico ad una società specializzata esterna per riprogrammare, o meglio ricalibrare, il trasporto pubblico di Parma per adattarlo alle esigenze di oggi: “Dovremo continuare a garantire il servizio pubblico a tutti – ha affermato Belli – anche nelle aree marginali del territorio provinciale, ma vedremo di ottimizzare il nostro lavoro e, a parità di risorse investite, qualche novità importante arriverà”.
Quanto sia necessario rivedere i nostri modi di vita, a cominciare da un esagerato utilizzo dell’automobile, è apparso chiaro dalle parole e dalle slide di Eriberto De’ Munari. Il direttore di Arpa ha ricordato che in dieci anni in Emilia Romagna le auto circolanti sono aumentate del 10%, che il male di oggi sono le polveri sottili e che solo una riduzione sostanziale e non episodica del traffico può servire ad aggredire il problema. Basti pensare, ad esempio, che un autobus trasporta i passeggeri di 30 auto e occupa lo spazio di 4. Quanto alle targhe alterne – ha dimostrato dati alla mano De’Munari – producono ben scarso effetto per mitigare l’inquinamento, ma servono sostanzialmente per richiamare l’attenzione sul problema.
Il presidente di TEP Mirko Rubini ha ripercorso la storia di un’azienda nata con il tram, poi passata attraverso il filobus e quindi arrivata agli autobus (oggi le linee filoviarie sono soltanto quattro), “il passo del gambero dal punto di vista ecologico”. Rubini ha anche illustrato i primi positivi risultati di un corso di guida ecologica per gli autisti, che ha portato ad un risparmio del 4% nel consumo di elettricità dei filobus. E Parma farà anche una sperimentazione con i rilevatori della guida, che avvisano il conducente sull’efficienza ottenuta nella conduzione dei mezzi.
Infine Paola Ugolotti di FIAB – Bicinsieme ha descritto il progetto “bici antismog”, molto apprezzato nelle scuole, ed ha ricordato che dalle riflessioni nate all’interno dell’associazione, risulterebbe preferibile riportare le piste ciclabili a lato della carreggiata automobilistica anziché ricavarle dai marciapiedi.
Le manifestazioni per la mobilità sostenibile proseguiranno per tutta la settimana.