Metrebus: integrazione addio o rivisitazione di un sistema che ha funzionato?

18 ottobre 1994, la Giunta Regionale del Lazio approva la Deliberazione 8171 con cui il Lazio è la prima regione in Italia ad avere un’integrazione tariffaria regionale a zone denominata Metrebus.
Il nome era un acronimo che derivava dall’integrazione delle tre modalità che concorrevano a far muovere gli utenti sul
territorio laziale: MEtropolitane TREno e BUS. La campagna di comunicazione a supporto di questo biglietto ebbe notevole successo con slogan quali: “Metrebus: il prezzo è giusto”,” Metrebus logora chi non ce l’ha”, “Metrebus: Roma e Lazio con trasporto”.
L’accoglienza da parte degli utenti, superate le prime diffidenze, fu notevole anche perché si accompagnava all’introduzione di orari cadenzati, per quel che concerneva le ferrovie, con il relativo coordinamento con i mezzi dell’allora Acotral.
Dopo venti anni il gradimento dell’utenza c’è ancora tutto, ma qualcosa non ha funzionato nei rapporti economici tra i tre soci che sono, lo ricordiamo, ATAC, Trenitalia e Cotral. Come è noto qualche giorno fa l’amministratore delegato di Trenitalia, Vincenzo Soprano, ha inviato una lettera ai suoi omologhi di ATAC e di Cotral comunicando la disdetta della convenzione Metrebus a causa di “una gestione che ha presentato criticità insostenibili per l’azienda del gruppo FS, questa disdetta – è detto nella comunicazione – sarà operativa a partire dal 1 gennaio del prossimo anno”.
“Uno dei motivi che ha portato a questa scelta – ha spiegato Soprano – sono i 49,5 milioni di euro di debito che Atac
ha nei confronti di Trenitalia. Inoltre la vendita degli abbonamenti è di totale esclusiva di Atac, come anche la dotazione
e l’utilizzo del sistema di bigliettazione elettronica, questo determina non solo criticità gestionali ma anche l’impossibilità
da parte dei controllori Trenitalia di verificare i titoli di viaggio elettronici”.
“A questo poi si è aggiunto – secondo Soprano – il problema relativo alla falsificazione e alla duplicazione dei biglietti, situazione che l’azienda ferroviaria non ha potuto gestire”. Immediata la presa di posizione di Cotral che in un comunicato ha fatto sapere che: “L’annuncio dell’uscita di Trenitalia da Metrebus segna di fatto la fine del sistema tariffario integrato, almeno per come è stato concepito e gestito fino ad oggi. Nonostante Cotral abbia cercato in questi mesi il dialogo con Atac, nessuna buona volontà è stata dimostrata dall’azienda romana per trovare una qualsivoglia soluzione che rendesse il sistema più trasparente ed efficace”.
“I crediti di Cotral nei confronti di Atac ammontano a 120 milioni di euro: soldi incassati da Atac per servizi resi da Cotral e mai ridistribuiti. Per tutte queste ragioni Cotral ha fissato la data del primo gennaio come l’ultima possibile prima di disdettare il sistema Metrebus, intraprendendo in questi mesi tutte le azioni legali necessarie per recuperare la quota della bigliettazione mai incassata”. La critica del Cotral al sistema Metrebus si è in particolare rivolta a come vengono
gestite tutte le informazioni e i flussi finanziari che secondo il Cotral dovrebbero essere affidate ad un soggetto terzo rispetto al quale le aziende aderenti avranno la medesima possibilità di controllo. ATAC non ha ancora preso una posizione ufficiale sulla disdetta del Metrebus, ma vanta crediti dalla Regione e quindi questo può spiegare i mancati
trasferimenti alla società regionale. Ma le reazioni a queste prese di posizioni non si sono fatte attendere e sono state innumerevoli sia da parte delle varie associazioni dei consumatori, per l’evidente disagio che colpirà i viaggiatori nel dover comprare più titoli di viaggio, che addirittura da parte del ministro delle infrastrutture e trasporti Graziano Del
Rio che ha dichiarato che il Governo è pronto a intervenire. ”Non dobbiamo creare disagi per problemi di relazioni tra gli operatori per una volta che c’è qualcosa che funziona” .
La bomba quindi è esplosa con la disdetta del Metrebus e metterà in discussione uno strumento che facilita la vita ai cittadini. Ma la cosa più singolare è che già nel lontano 2006 in ambito della Regione Lazio era stato emanato un provvedimento che prevedeva di superare le modalità di gestione dell’attuale sistema Metrebus affidando i compiti all’Agenzia Regionale della Mobilità indicando in maniera chiara ed inequivocabile il percorso che doveva essere attuato. ATAC avrebbe messo a disposizione gratuitamente tutti i propri asset, conoscenze operative e gestionali ed erano state anche individuate le risorse necessarie al finanziamento dell’attività. Quello a cui assistiamo purtroppo oggi è la riapertura di argomenti che dovevano essere solo definiti tra i diversi gestori senza infastidire i viaggiatori. Siamo in tempo per evitare questi disagi prima che arrivi la data della disdetta? Forse basterebbe solo un po’ di buona volontà e riesumare le vecchie carte….