Lo sciopero delle ferrovie tedesche, il car pooling e la mobilità 4.0

In Germania, il più grave sciopero ferroviario degli ultimi anni (sette giorni di astensione dal lavoro dei macchinisti aderenti al sindacato GDL), non ha trovata impreparata una delle nazioni più organizzate d’Europa. L’astensione era stata preannunciata da tempo e la mobilitazione delle strutture pubbliche e di Deutsche Bahn è stata a tutto campo: per l’emergenza, sono stati potenziati i servizi di Mitfarhzentrale, l’equivalente tedesco di Bla Bla Car, mentre sul sito delle ferrovie tedesche DB una app dedicata offriva ai viaggiatori tutte le soluzioni alternative di trasporto, compreso un massiccio ricorso proprio ai servizi di car pooling.

Siamo nell’ambito dei servizi resi al cittadino, e non c’è che da lodare l’efficienza e la trasparenza dell’organizzazione tedesca, ma il risultato è comunque paradossale, perchè l’effetto è di mostrare che oggi esiste un sistema di mobilità alternativo (che per ora affianca quello tradizionale, ma i cui sviluppi nessuno può ragionevolmente prevedere). Bla Bla Car o le società di car pooling sono concorrenti del mezzo ferroviario; ed anche concorrenti piuttosto aggressivi, perché le loro vele sono spinte dalla molla della convenienza del prezzo, spesso molto concorrenziale in un mercato ritenuto finora dominato dal treno e dal treno alta velocità in particolare. Il quale treno – a sua volta –  è appena reduce dall’aver vinto, in tempi straordinariamente rapidi, la battaglia con un concorrente storico come il trasporto aereo: su una relazione come Roma-Milano, anche una compagnia come EasyJet alla fine si è dovuta arrendere.

Insomma, nel mondo del trasporto “la ruota gira”  e i nuovi fenomeni non possono essere sottovalutati, perché internet e la globalizzazione hanno imposto alle trasformazioni una velocità fino a ieri inimmaginabile. E’ altrettanto vero che, nel mondo dei trasporti, non manca la sensibilità per certi temi. Ne è testimonianza quanto ha avuto modo di affermare un manager come Giuseppe Proto, amministratore delegato di Sadem, una società del gruppo Arriva Italia (che, a sua volta, fa parte della galassia costituita dal gruppo Deutsche Bahn) in un recente convegno a Saluzzo, organizzato da Club Italia. In quella occasione, Proto ha indicato nella  “Mobility 4.0” il tema “al centro dell’impegno del gruppo nel 2015 per non trovarsi impreparati davanti al mondo che cambia”.

“Ragioniamo sul tema della digitalizzazione dei nostri servizi: dobbiamo mettere il naso fuori dal nostro settore per capire come si evolveranno le abitudini dei cittadini”, ha sostenuto  Proto a Saluzzo, prendendo in considerazione i fenomeni determinati dall’avanzare della digitalizzazione.  Settori come la vendita al dettaglio sono passati dalle drogherie o dai negozi di ferramenta a Amazon o eBay o alla vendita diretta attraverso i siti; la digitalizzazione ha in poco tempo determinato la scomparsa dei “rivoluzionari” CD, che a loro volta avevano “rapidamente” mandato in soffitta i vinili o le cassette; nel settore alberghiero, c’è un prima e un dopo in relazione ai volumi d’affari mobilitati da siti come Booking, Tripadvisor o ora AirBnB. E l’elenco potrebbe ovviamente continuare.

A proposito della mobilità, ancora Proto osservava: “Pensate a quante vetture viaggiano in Italia con posti vuoti. Se solo la metà delle auto che viaggiano con una sola persona a bordo raddoppiassero il numero dei passeggeri, il fenomeno genererebbe la nascita di un nuovo, pericoloso competitore per il nostro business”, rilevava il manager riferendosi proprio all’esempio di Bla Bla Car.

La conclusione di Proto era che “vinceranno i fornitori capaci di dare connessioni veloci, semplici, efficienti, user friendly” e indicava il futuro dell’utilizzo degli smartphone, sempre più massivo e generalizzato: ma guardando anche all’altra faccia della medaglia, cioè al fatto che l’utilizzo dei device da parte dei clienti  può orientare le scelte delle aziende e diventare lo strumento indispensabile “per capire il mercato che ci troviamo di fronte”.  La “Mobility 4.0” è, insomma, una sfida affascinante e certo non priva di complessità, ma mai come in questo momento si può ricordare il valore della vecchia massima del “chi si ferma è perduto”.