Liberalizzazione ferroviaria: l’Europa si muove? L’Italia un po’….

Lo stato dell’arte della concorrenza nel mercato ferroviario europeo è stato al centro del convegno organizzato da UITP e ASSTRA a Torino. L’occasione ha consentito di verificare tutto ciò che si muove (ma, anche, ciò che non si muove) nell’accidentato cammino della liberalizzazione con un bilancio per certi versi sconfortante, che – per una volta – non riguarda solo il livello nazionale.
Gli ineffabili funzionari dell’Unione Europea hanno spiegato che la cosiddetta parte “tecnica” (relativa a interoperabilità, sicurezza etc.) del IV pacchetto ferroviario vedrà – forse – la luce nel 2015, ma in realtà si tratta solo di un primo passo, perché intervenire su sistemi complessissimi come quelli ferroviari comporta tempi lunghi o anche lunghissimi.
Nella parte “software” (per così dire), cioè delle regole riguardanti, ad esempio, la concorrenza ferroviaria nel trasporto passeggeri, gli interventi potrebbero essere immediati, ma l’UE dimostra in questo caso tutta la sua velocità di azione: di riffe o di raffe (e con tutti gli arzigogoli della politica europea), l’ultimo appuntamento sembra spostarsi al 2022, con un ulteriore rinvio rispetto alla data già lontana del 2019.
La direttiva 440 di liberalizzazione ferroviaria è del 1991; del 2002 è il Libro Bianco dell’allora Commissario ai Trasporti UE Loyola di Palacio, un testo che avrebbe dovuto segnare l’apertura di una nuova era. Facendo un rapido conto, nel 2022 saremmo a 31 anni dalla direttiva 440 e a vent’anni dal Libro Bianco.
Intanto, in Italia l’Autorità di Regolazione dei Trasporti sta lavorando per produrre la delibera con le nuove regole per l’accesso all’infrastruttura ferroviaria. E’ stato Mario Valducci, componente dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti, a confermare che – entro la fine dell’anno – vedranno la luce le norme dell’ART in materia dii bandi di gara e di affidamento dei servizi di trasporto pubblico locale.
Il dibattito al convegno di Torino ha mostrato che – nel nostro Paese – c’è una situazione in movimento, ma ciò che manca è il quadro strategico di fondo. Oltre all’intervento dell’Authority, il governo, attraverso il responsabile della Segreteria tecnica del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Enrico Seta ha annunciato la presentazione di un disegno organico di riforma del trasporto pubblico locale, che dovrebbe vedere la luce in tempi brevissimi, mettendo quindi temine a quella fase di incertezza normativa e – addirittura – di sovrabbondanza e sovrapposizione legislativa, lamentata in particolare dal presidente di ASSTRA, Massimo Roncucci, che ha sottolineato con forza come questa situazione rappresenti una delle principali palle al piede del settore del trasporto pubblico locale.