22 ottobre 2017

Legambiente: tavola rotonda sulla mobilità in-sostenibile. Più luci e meno ombre sul TPL

legambiente

Roma, 12 LUG – Coordinata dal vicedirettore di Repubblica Sergio Rizzo si è tenuta oggi una tavola rotonda organizzata da Legambiente dal titolo Mobilità In-sostenibile. Nell’introdurre i lavori Rizzo ha ricordato come le aziende pubbliche del TPL perdano, secondo un recente rapporto di Medio-Banca, oltre un miliardo e 200 milioni e la metà di questa voragine sia riconducibile all’azienda municipale di Roma: l’ATAC. Cosi da parte del giornalista, autore insieme a Gianantonio Stella del libro: La Casta, è stata data la parola a Riccardo Magi che ha lanciato in questi giorni un referendum per assegnare, tramite gara, il servizio del TPL della capitale. Magi ha sottolineato che il TPL ha due vincoli e cioè la lentezza nella realizzazione delle infrastrutture e con risultati, una volta conclusi i lavori, che non daranno i risultati attesi e la gestione dell’azienda.

“ATAC è un disastro programmato che vede responsabili l’azionista dell’azienda, i sindacati e i fornitori. Solo con l’istituzione della gara si potrà uscire da questa situazione: “Immediatamente è intervenuto Enrico Stefano presidente della commissione capitolina della mobilità, che ha dichiarato che il referendum non è la soluzione”. Pesa sicuramente la questione urbanistica; probabilmente ci sono colpe anche in ATAC, ma il trasporto pubblico della Capitale non può essere gestito solo dal Comune di Roma. Si deve prendere esempio da quello che hanno fatto altre capitali su questo tema come Berlino o Parigi”. Andrea Cesarini di Trenitalia ha confermato l’interesse del gruppo FS per il mercato del TPL considerando che la attuale quota di mercato nel settore della gomma è estremamente bassa. Andrea Buonanimi di RATP ha sottolineato le difficoltà a entrare nel mercato italiano ma anche i successi riscontrati nella realizzazione e gestione della linea tramviaria di Firenze. Sulla Roma-Lido Buonanimi ha dichiarato: “Il nostro progetto è ancora valido. Noi vogliamo trasformare quella linea ferroviaria, che non è interconnessa con RFI, in una linea metropolitana con frequenze a 90 secondi e con treni che trasportano 1200 viaggiatori a convoglio investendo oltre 250 milioni“.

L’ultimo intervento è stato quello di Giuseppe Catalano, responsabile della Struttura Tecnica di Missione del MIT, che ha tenuto a evidenziare come negli ultimi due anni sia stata smontata la Legge Obiettivo che comprendeva ben 800 opere, mentre oggi, con la valutazione di dati trasportistici acclarati, si è arrivati a individuarne solo 100, interventi per di più concentrati sulle aree metropolitane. Catalano ha anche sottolineato come queste opere devono prima avere una progettazione di fattibilità e solo successivamente arrivano i finanziamenti a differenza di quanto veniva fatto precedentemente. Inoltre il titolare della STM ha ricordato la situazione del parco rotabile: “Su 50 mila bus l’anno scorso ne sono stati acquistati solo mille, ma nel 2018 ben 9.500 dovranno uscire dal servizio perché inquinanti!  A fronte di questa critica situazione il ministero nei prossimi 18 mesi acquisterà oltre 5 mila nuovi bus; in tal senso CONSIP sarà dotato di 200 milioni per acquisti in sede centrale mentre le regioni avranno una disponibilità di 800 milioni. Ma soprattutto – ha concluso il rappresentante del ministero – stiamo cercando di dare ordine a una fortissima frammentazione dell’azione pubblica“.