Cambiamenti climatici estremi creano problemi al TPL e treni. Stop di 91 giorni all’anno

Roma, 11 FEB – Negli ultimi 5 anni sono stati 91 i giorni di stop a metropolitane e treni urbani nelle principali città italiane dovuti a fenomeni atmosferici estremi. La città più colpita dal blocco della metro è stata Roma con 24 giorni di stop tra il 2010 e il 2015, seguita da Milano (10 giorni), Napoli (7), Genova (6), e Torino (3). I giorni di blocco della circolazione ferroviaria invece sono stati 41 e si sono registrati tra Firenze (4 giorni), Bologna (4 giorni), Bari (5 giorni), Venezia (6 giorni), Reggio Calabria (8 giorni), Palermo (5 giorni), Catania (7 giorni), e Cagliari (2 giorni).
Questo è uno dei temi del dossier “Le città italiane alla sfida del clima” presentato da Legambiente a Roma in una conferenza stampa a cui hanno partecipato la Presidente nazionale di Legambiente Rossella Muroni e il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, con interventi di molti ospiti tra i quali il capo dipartimento della Protezione Civile Fabrizio Curcio, il Direttore della Struttura di missione contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche Mauro Grassi, l’architetto Mario Cucinella e la climatologa Claudia Adamo, moderati dal giornalista direttore de l’Unità Erasmo D’Angelis.

“I cambiamenti climatici stanno determinando impatti sempre più evidenti nelle nostre città, con rischi per le persone e le infrastrutture resi ancor più drammatici dal dissesto idrogeologico, da scelte urbanistiche sbagliate e dall’abusivismo edilizio – ha dichiarato la presidente nazionale di Legambiente Rossella Muroni -.
Serve un cambio di passo nelle politiche, con piani di intervento e risorse per l’adattamento al clima, come ci chiede anche l’Unione Europea, ma urge anche un cambio radicale delle scelte urbanistiche da parte dei Comuni, per mettere in sicurezza le aree più a rischio attraverso interventi innovativi, fermando il consumo di suolo e riqualificando gli spazi urbani, le aree verdi e gli edifici per aumentare la resilienza nei confronti di piogge e ondate di calore.
Senza dimenticare che, come sta avvenendo in questi giorni, la mancanza di piogge legata ai mutamenti climatici incide sulle concentrazioni di inquinanti e smog nelle nostre città”.