L’ANCI e la rivoluzione delle Città Metropolitane. Il nodo della distribuzione delle risorse del Fondo nazionale trasporti

L’ANCI scende in campo per dare coerenza alla rivoluzione delle Città Metropolitane. Dario Nardella, sindaco di Firenze e Coordinatore per l’associazione dei comuni delle Città Metropolitane, ha rivolto al Ministro per le Infrastrutture e i trasporti, Maurizio Lupi, la richiesta ufficiale di inserire, all’interno del Disegno di Legge sulla riforma del Trasporto pubblico locale, le Città Metropolitane tra i soggetti destinatari diretti del finanziamento previsto dal Fondo nazionale trasporti per il funzionamento del settore.
Il provvedimento, definito “assolutamente necessario” dallo stesso Nardella, rientra nella logica di ottimizzazione dei ruoli prevista dalla normativa che ha istituito i nuovi enti, eviterebbe il ruolo di intermediazione di un organismo come la Regione e consentirebbe una maggiore responsabilità degli amministratori delle Città metropolitane, che disporrebbero delle risorse finanziarie e controllerebbero, allo stesso tempo, il corretto utilizzo delle risorse stesse per una gestione efficiente dei servizi, oltre a poter determinare una programmazione di lungo periodo funzionale anche all’attivazione degli investimenti. In pratica – secondo l’Anci – le modifiche proposte risolverebbero alcune delle criticità dell’attuale sistema di finanziamento dei servizi di Tpl, semplificando i passaggi e dando garanzie su tempi e modi di trasferimento delle risorse stanziate dal fondo.
Pieno consenso alla proposta avanzata da Nardella a nome dell’Anci è stata espressa dall’assessore alla Mobilità e ai Trasporti di Roma Capitale, Guido Improta, che ha più volte sottolineato come il comune capitolino si sia visto finora riconosciuto dalla Regione Lazio un importo pro-capite molto più basso rispetto alle aziende di rilevanza regionale come Cotral e Trenitalia, nonostante nel territorio della Capitale si concentri gran parte della domanda di mobilità dell’intero territorio regionale. A Roma sono stati attribuiti 140 milioni di euro per la gestione dei servizi di trasporto pubblico in ambito metropolitano contro, ad esempio, i 220 milioni di Trenitalia per la gestione del traffico ferroviario in ambito regionale, ma senza la possibilità per il Comune di Roma di incidere sui livelli di servizi nelle tratte ferroviarie urbane, che risultano di fatto le più trafficate e le più critiche per il livello dei servizi agli utenti.
L’assessore Improta ha più volte sottolineato che il passaggio della gestione dei fondi alle Città metropolitane sarà utile per l’integrazione della programmazione degli investimenti e la pianificazione dei servizi, evitando il rischio che ognuno proceda per proprio conto e che si realizzano opere alla fine scarsamente utilizzate o che si continuino ad effettuare servizi a loro volta scarsamente utilizzati.
Le Città Metropolitane – in sostanza – possono essere l’occasione per una effettiva riorganizzazione del trasporto pubblico locale, per una responsabilizzazione dei soggetti gestionali e per un efficientamento complessivo del sistema che, in epoca di spending review e di costante ricerca di una maggiore produttività sia qualitativa che quantitativa del settore, si rivela sempre più necessario per consentire al trasporto pubblico locale di rilanciare il suo ruolo indispensabile nella mobilità al servizio dei cittadini.