Happy-Car: Milano in movimento, car-sharing, autonleggio o mezzi pubblici?

Milano, 17 NOV – Milano conta oltre 1 milione di abitanti e secondo il GDCI, indice delle destinazioni globali più gettonate stilato da MasterCard, si prepara ad accogliere circa 7,7 milioni di visitatori entro la fine del 2016. Il modo più diffuso di girarla è utilizzando i mezzi pubblici offerti dall’ATM, che ogni anno trasporta oltre 700 milioni di passeggeri su di una superficie di 677kmq. Come alternativa, a Milano cresce l’utilizzo del servizio di car-sharing.
Secondo l’ultimo rapporto dell’ANIASA, gli iscritti erano 323.000 alla fine del 2015, un 20 per cento in più rispetto all’anno precedente. Anche i servizi di autonoleggio a breve termine risultano in crescita: con un aumento del 5 per cento rispetto ai valori del 2014, sale il numero di chi sceglie questa soluzione per raggiungere i punti di interesse più distanti.
Quale mezzo di trasporto conviene scegliere? Per rispondere a questa domanda, il team di www.happy-car.it ha preso in analisi i costi di car-sharing, autonoleggio a breve termine e trasporti pubblici nella città di Milano, concentrandosi su tre diversi profili utente: residenti, turisti e chi si trova in città per motivi di lavoro.

Turisti o viaggiatori d’affari: mezzi pubblici o autonoleggio?
Entro la fine del 2016, 7,7 milioni di persone visiteranno la seconda città più grande d’Italia per ammirarne architettura, storia o per attendere fiere internazionali e convention di lavoro. In arrivo da tutto il mondo, questi viaggiatori si dividono principalmente in due categorie: coloro che non escono dai confini della città, e coloro che, invece, desiderano raggiungere punti d’interesse più distanti, che sia per motivi di svago o lavoro.
Per visitare i dintorni di Milano è preferibile noleggiare un’auto, in modo tale da potersi spostare con maggiore autonomia, soprattutto se il contratto prevede un numero illimitato di chilometri percorribili. Per visitare la città invece è consigliato l’uso dei mezzi pubblici: ci si orienta più facilmente e si evitano i problemi di viabilità, resi spesso anche più complessi dalla presenza di aree a traffico limitato.
Residenti a Milano: distanza e tempo fanno la differenza
A Milano, circa il 51 per cento dei residenti possiede un’auto. Nonostante ciò, molti fanno affidamento sui mezzi di trasporto pubblici e lasciano l’auto parcheggiata in garage, pronta all’uso per una gita nel weekend lontani dallo smog. Il rimanente 49 per cento si trova invece di fronte ad una scelta: car-sharing o autonoleggio? La risposta dipende principalmente da tempo e distanza.
I servizi di car-sharing come Enjoy, Car2go o l’ultimo arrivato e più costoso DriveNow, prevedono una tariffa a tempo: più minuti si trascorrono in auto, più costoso sarà il viaggio. Sono disponibili anche pacchetti più convenienti nel caso si volesse utilizzare il veicolo per più tempo, ma sono limitati alle 24 ore. Quando si tratta di fare commissioni in periferia o trasportare oggetti di arredamento non troppo ingombranti, il car-sharing è l’ideale, a patto che non si esca dall’area di utilizzo indicata dai gestori del servizio (126kmq per DriveNow). Parcheggi, benzina ed assicurazione sono inclusi nel prezzo.

Secondo le statistiche riportate dall’ANIASA, risulta che i servizi di car-sharing vengono mediamente utilizzati per effettuare spostamenti della durata di 24 minuti, ad un costo di circa 7 euro.
Per tratte di percorrenza più lunghe, l’autonoleggio è la scelta più appropriata. In alcuni casi, le offerte prevedono un chilometraggio illimitato all’interno del territorio nazionale a fronte di una tariffa giornaliera forfettaria. I costi di rifornimento rimangono a carico del cliente.

Stando a quanto emerso dai dati raccolti da HAPPY-CAR, gli italiani fanno affidamento sull’autonoleggio per viaggi della durata media di 8 giorni e preferiscono destinazioni nazionali piuttosto che internazionali.
Sulla base dei dati disponibili, non emerge una chiara preferenza degli utenti per una particolare soluzione di trasporto. Il 2015 è stato un anno di ripresa per il settore automobilistico italiano, che ha registrato il numero più alto di immatricolazioni auto (+11,9 per cento) tra tutti i Paesi dell’Unione Europea. Il Quadro di valutazione dei trasporti 2016 della Commissione Ue non è però altrettanto positivo per il Bel Paese. La graduatoria è stata stilata sulla base di molteplici fattori, quali il mercato interno dei singoli Paesi, gli investimenti nelle infrastrutture, il tipo di carburante utilizzato e la soddisfazione dei clienti. Se da un lato l’Italia guadagna qualche punto nella sezione “energie rinnovabili” con la rete ferroviaria, per più del 70 per cento elettrica, dall’altro risulta penultima in classifica per quanto riguarda la soddisfazione dei clienti, ottenendo un risultato finale di 17esima sui 28 Paesi presi in considerazione.