Ferrovie Sud Est: 70 mln da legge Stabilità per risanamento. Sarà commissariata e potrà essere alienata

Roma, 14 DIC  – 70 milioni di euro nella Legge di Stabilità per il risanamento delle Ferrovie Sud Est, l’azienda che gestisce alcuni servizi ferroviari e di autobus nella regione Puglia. E’ quanto stabilisce un emendamento della Legge di Stabilità approvato in commissione Bilancio della Camera, dove attualmente è in discussione il documento di bilancio presentato dal Governo.

L’emendamento stabilisce anche che, subito dopo l’entrata in vigore della legge, Ferrovie Sud Est venga commissariata e, successivamente, entro 90 giorni venga presentato un piano industriale per risanare l’azienda, gravata da un monte di debiti che qualcuno fa ascendere a diverse centinaia di milioni di euro (circa 300, secondo le stime più pessimistiche). L’emendamento prevede anche che il commissario, se necessario, possa predisporre gli strumenti di ristrutturazione del debito previsti dalla legge fallimentare ed eventualmente arrivare all’alienazione della società.

Il contributo di 70 milioni di euro per il 2016 è stato attribuito per “assicurare la continuità operativa della società”: Ferrovie Sud Est, infatti, è in una situazione pre-fallimentare e il quadro disegnato in una relazione al ministro Delrio dal consiglio di amministrazione nominato a novembre è drammatico. L’azienda sarebbe in arretrato per i versamenti dei contributi Inps per i circa 1.300 dipendenti, non potrebbe in questo momento assicurare il pagamento del Tfr ai lavoratori e presenta un quadro debitorio nei confronti di vari soggetti dai contorni spesso anche oscuri.La ristrutturazione è l’unico percorso possibile per arrivare alla vendita della società alla Regione Puglia, che è disposta a farsi carico della gestione dei servizi ma solo dopo che l’azienda verrà liberata dal peso dei debiti. Sulle passate gestioni di Ferrovie Sud Est sono in corso diverse inchieste, sia da parte della procura (in particolare, per i passaggi relativi alla fornitura di locomotive) che della Corte dei Conti per le irregolarità amministrative.