Ferrovia Sacile-Gemona: illustrate le linee guida dello studio di fattibilità ai sindaci interessati

Pordenone, 30 GEN – “Iniziare con la giusta collaborazione è fondamentale per rendere il lavoro che ci aspetta più proficuo e trasparente”.

L’Assessore a Infrastrutture e Mobilità del Friuli Venezia Giulia, Mariagrazia Santoro, ha incontrato ieri pomeriggio i sindaci dei comuni interessati dalla ferrovia Sacile-Gemona (presenti Sacile, Budoia, Aviano, Montereale Valcellina, Maniago, Meduno, Fanna, Travesio, Pinzano al Tagliamento, Cavasso, Castelnovo del Friuli, Gemona del Friuli) per illustrare le linee guida dello studio di fattibilità per il recupero della vecchia linea ferroviaria.

Lo studio di fattibilità verrà redatto dalla Ferrovie Udine Cividale (Fuc) srl secondo il Protocollo d’Intesa siglato lo scorso 29 dicembre tra la Regione Friuli Venezia Giulia, la stessa Fuc e le Comunità Montane del Friuli Occidentale e del Gemonese, Canal del Ferro e Val Canale, la Fondazione Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone (Crup), con l’intento di valutare la sostenibilità economico-finanziaria della riattivazione della linea ferroviaria Sacile-Gemona.

“Il rapporto con il territorio è una modalità di lavoro della Giunta regionale e così deve essere anche per la FUC nella realizzazione di questo studio di fattibilità – ha detto Santoro
– lo studio servirà a capire non solo quanto potrà costare l’eventuale riattivazione della linea, ma anche quale sia l’impegno finanziario richiesto per portare a regime la gestione”.

La linea potrebbe diventare strategica per l’alto valore paesaggistico dei territori attraversati, diventando così strumento di valorizzazione turistica.

“In quest’ottica sarà fondamentale considerare anche la possibilità di collegamento con la rete ciclabile regionale ed in particolare con la ciclovia Alpe Adria Radweg”.

All’incontro ha preso parte anche l’amministratore unico di Fuc, Maurizio Ionico, che ha ricordato come lo studio debba “definire il contesto di riferimento, anche in termini di ruolo del collegamento ferroviario, l’analisi della domanda potenziale, la definizione del progetto, anche con la valutazione di una possibile riapertura per fasi della linea”.

Le risorse per realizzare lo studio di fattibilità ammontano a 40mila euro, messi a disposizione dalle Comunità Montane e dalla Fondazione Crup, con un contributo di 10mila euro ciascuna, e per la restante parte ricomprese nel trasferimento annuale della Regione alla stessa Fuc.