25 aprile 2018

Delrio e Cascetta a Civitavecchia per la "cura dell'acqua" dopo la "cura del ferro"

Roma, 17 GEN – La “cura dell’acqua” dopo la “cura del ferro”. La sintesi è fin troppo facile, ma quasi inevitabile dopo il successo dello slogan che ha costituito il marchio di fabbrica della gestione di Delrio al dicastero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Delrio è stato coadiuvato in tutti questi anni dal lavoro di Ennio Cascetta, prima come responsabile della Struttura strategica di missione, e ora come amministratore unico di RAM Logistica, Infrastrutture e Trasporti, e ambedue sono intervenuti a Civitavecchia per “portare alla luce” (l’espressione è di Delrio) quanto si sta realizzando per l’economia del mare e il ruolo che il trasporto marittimo gioca per lo sviluppo di una logistica sostenibile.
La sede dell’Autorità portuale di Civitavecchia non è stata scelta a caso: la nuova Adsp, guidata da Francesco Maria di Majo, ha appena firmato un accordo e ottenuto un finanziamento europeo per un grande investimento sulla autostrada del mare tra Civitavecchia e Barcellona, una tra le più importanti del Mediterraneo.
Il progetto prevede due fasi, una che si concluderà nel 2019 e l’altra nel 2021, ma alla fine i due porti avranno banchine interamente dedicate al traffico Ro-Ro (merci) e Ro-Pax, accrescendo in maniera esponenziale le capacità di sviluppo del traffico.
Il titolo del convegno era “Le Autostrade del Mare per Connettere l’Italia”, ma in realtà il senso – lo ha spiegato bene Cascetta – era porre quasi su due piatti di una bilancia il contributo delle autostrade del mare allo sviluppo di una logistica sostenibile, cioè all’obiettivo principale del piano di “Connettere l’Italia”, e – dall’altro lato – quanto gli investimenti, i provvedimenti e le azioni di “Connettere l’Italia” siano strategici e importanti per lo sviluppo dell’economia del mare.
“Connettere l’Italia” è il documento quadro di strategia complessiva con orizzonte 2030 che impegna risorse per investimenti per oltre 100 miliardi di euro, prevede oltre 100 progetti di interventi infrastrutturali o tecnologici, un elenco di altre 100 azioni di semplificazione, innovazione, incentivi temporanei a sostegno dello scambio modale. E’ il piano più ambizioso che questa legislatura e la gestione del ministro Delrio lascia in eredità, e per il quale è necessario garantire la continuità, per consolidare risultati che – nel settore – sono stati notevoli, e che hanno riguardato le ferrovie, i trasporti marittimi e – in particolare – le autostrade del mare, l’organizzazione dei porti, la ripresa degli investimenti nel rinnovo del parco rotabile nel trasporto pubblico locale dopo anni di drammatico stallo.
Alcune cifre significative, relative solo all’andamento dei traffici delle merci nel periodo 2014-2017, cioè gli ultimi tre anni; il traffico ferroviario è cresciuto dell’11%, quello autostradale del 12, il cargo aereo del 28% e, infine, il contributo dell’economia del mare: il traffico marittimo è cresciuto del 7,1%, i container dell’8,9%, ma il traffico Ro-Ro o delle autostrade del mare nello stesso periodo ha registrato un + 20,7%, quasi tre volte in più del traffico container (anche in termini assoluti, il traffico delle AdM – con 101 milioni di tonnellate trasportate nel 2017 – ha quasi raggiunto quello dei container, pari a 119 milioni di tonnellate). Da sottolineare – come hanno inistito sia Delrio che Cascetta – che queste percentuali di crescita sono state realizzate in presenza di un PIL che, nello stesso periodo, è cresiuto del 3,5%, la media del settore dei trasporti realizza una crescita di 3-4 volte superiore, un segno che il saldo è positivo anche in relazione al contributo alla ripresa economica che il nostro Paese ha registrato negli ultimi anni.
Che cosa troviamo nei due piatti della bilancia delle interazioni tra “Connettere l’Italia” e Autostrade del Mare?
Ridurre la serie di provvedimenti che compongono il quadro del doumento allegato al DEF 2017 è sempre arbitrario, ma possono essere ricordate innanzitutto il contributo dei 54 milioni di euro di investimenti nelle infrastrutture portuali, di cui 10,3 per interventi specificati dedicati al settore delle AdM; gli interventi di semplificazione normativa e le innovazioni tecnologiche (nuova governance portuale; sportello unico doganale; digitalizzazione catena logistica); e, infine, gli incentivi per il trasporto marittimo, con 118 milioni di euro stanziati per il Marebonus, che si aggiungono al Ferrobonus e allo Sconto traccia a sostegno dello sviluppo del traffico ferroviario.
Il contributo delle Autostrade del Mare alla sostenibilità della catena logistica è ampiamente sottostimato già nelle dimensioni attuali, ma forse ancor più nelle prospettive di sviluppo, che possono essere di enorme interesse per il ruolo che ha l’Italia nel Mediterraneo.
L’Italia è praticamente il primo Paese per il traffico Ro-Ro e Ro-Pax nel mercato continentale, nella classifica dell’Europa a 28, è in realtà preceduta dalla Gran Bretagna, ma non va dimenticato che quest’ultima è un’isola, basata soprattutto sul trasporto marittimo; in ogni caso, la media della crescita del traffico delle AdM in Europa è stata, negli ultimi tre anni, del 7,5% contro il 20,7% del nostro Paese.
Le Autostrade del Mare rappresentano in Italia un’offerta di 2 milioni di metri lineari di stiva che ogni settimana sono riempiti da camion o semirimorchi. Il contributo in termini ambientali è elevatissimo: in media, le navi riescono a sottrarre un camion ogni 11 che circolano sulle strade ogni settimana, il risparmio in termini di Co2 è calcolato in 680.000 tonnellate in meno, quanto una città di un milione di abitanti riuscirebbe a risparmiare se abbandonasse del tutto l’auto privata e si rivolgesse a forme di mobilità sostenibile.
Gli armatori navali italiani contribuiscono in maniera determinante alla logistica delle autostrade del mare: sono 772 i collegamenti Ro-Ro e Ro-Pax offerti ogni settimana, gli armatori italiani rappresentano il 70% dell’offerta complessiva e le loro navi l’80% della capacità di stiva. “Sono numeri – ha sottolineato Cascetta – che potrebbero portare a dire che l’Italia è più una piattaforma logistica nel Mediterraneo per le autostrade del mare che per il traffico dei container; ma, al di là delle battute, rimane il grande impegno di sviluppare questo tipo di traffici verso le altre sponde del Mediterraneo (Egitto, Algeria, Tunisia, Marocco), dove i collegamenti risultano inadeguati rispetto alle potenzialità e dove il nostro Paese deve essere capace di cogliere le opportunità di sviluppo”.
Tali settori, che sono “importanti e strategici”, “vivono sotto traccia”, come ha sottolineato il ministro Delrio, che ha ricordato anche l’importanza del senso di trasmettere la “visione” che sta dietro il lavoro e l’impegno per una logistica e una mobilità sostenibile.