Bologna: il trasporto pubblico tra convivenza urbana e memoria. Proseguono gli incontri di Tper

Bologna, 13 MAG – Questa mattina nella sede storica delle tramvie bolognesi, al Centro Montanari, i ragazzi della scuola secondaria di primo grado Testoni Fioravanti hanno incontrato gli anziani del centro e la presidente Tper Giuseppina Gualtieri: nell’ambito del progetto “l’Autobus da comunità a community”, una chiacchierata tra diverse generazioni di utenti del trasporto pubblico, per ricostruire, anche a partire dai vecchi binari che ancora appaiono in via di Saliceto, come sono cambiati gli usi dell’autobus in città e l’importanza del trasporto pubblico, un bene comune, per la vita di Bologna

Sulla palazzina di fine Ottocento, proprio di fronte all’attuale sede di Tper, appare ancora la scritta “Tramvie di Bologna”; quando in classe ai ragazzi sono stati mostrati alcuni passaggi di “Hanno rubato un tram”, film di Aldo Fabrizi del 1954, non è stato difficile per loro riconoscere nel deposito da cui escono i mezzi su rotaia lo stabile, anche se molto cambiato, del parco della Zucca, che ora ospita il Centro Sociale Ancescao Antonio Montanari. Pertanto, è stato scelto questo luogo per concludere il percorso didattico “L’autobus da comunità a community”, che dallo scorso anno scolastico coinvolge le classi delle scuole di secondo grado di Bologna e Ferrara in attività di riflessione e produzione di contenuti web sul tema del trasporto pubblico e della convivenza civile sull’autobus, a partire dall’incontro a scuola di alcuni autisti e verificatori Tper.
Focus specifico di quest’anno è stato il rapporto tra i giovani studenti e gli anziani, due categorie che, prese insieme, rappresentano la maggior parte degli abbonati, fedelissimi al trasporto pubblico e in tanti casi, per scelta o per necessità, utenti quotidiani degli autobus. Spesso però è proprio tra queste due categorie di utenti che si instaurano piccoli conflitti, dati dalle diverse abitudini di utilizzo.
Proprio sul tema, questa mattina, presso la sede del Montanari, i pensionati del centro e i ragazzi della scuola Testoni Fioravanti si sono confrontati tra loro e con la presidente di Tper Giuseppina Gualtieri: un’occasione per scambiare punti di vista sull’autobus, come già avvenuto anche con gli autisti incontrati in classe, ma anche per ricostruire, attraverso il racconto degli anziani ed alcune testimonianze ancora più antiche, com’è cambiato il clima di convivenza a bordo, come si è modificato l’incontro, nello spazio ristretto del bus, con l’educazione o la maleducazione, e il fondamentale ruolo sociale che il trasporto pubblico ha svolto nello sviluppo della comunità e continua a svolgere in città. Per arrivare a concludere che anche in questo ambito la collaborazione tra i passeggeri e tra i passeggeri e l’azienda, è la migliore garanzia per l’efficienza e la piacevolezza di ogni viaggio.
Per questo anno scolastico il progetto L’autobus da comunità a community sta coinvolgendo più di 400 studenti di 16 classi, appartenenti a 9 scuole secondarie sulle province di Bologna e Ferrara: dall’appennino alla pianura ferrarese, dal classico alle scuole professionali, dalle medie alle superiori, passando per licei e istituti tecnici. Il progetto formativo è realizzato da Tper con la collaborazione del Centro Antartide di Bologna per raccontare che il trasporto pubblico è un bene comune e che come tale va valorizzato e preservato attivamente da tutti, utenti, personale, e anche quanti il bus lo vedono solo passare per strada. Il progetto ha portato in classe autisti e controllori, costruendo con loro interventi didattici innovativi, in cui hanno scambiato il loro punto di vista con quello degli studenti, in un proficuo esperimento in cui si mettevano gli uni nei panni degli altri. Questo progetto – che è al suo secondo anno di realizzazione – vuole contribuire alla promozione di una città collaborativa e coesa, come auspicato anche dalle Istituzioni locali.
Per continuare a restituire il racconto di quanto emerso in classe ma anche uno spaccato quotidiano del trasporto pubblico e della varietà degli incontri e delle situazioni che si costruiscono a bordo, gli studenti continuano anche fuori dalla scuola a pubblicare le loro “storie di bus” sul blog InstaMOVE.altervista.org , costruito dai ragazzi nel contesto del progetto nello scorso anno scolastico e che continua ad alimentarsi anche durante questa nuova edizione. Per invitare tutta la città a prendere l’autobus per quello che è: una piccola, grande, comunità in movimento.