Auting.it, l’evoluzione del car sharing. Da gennaio disponibile nelle città del nord Italia

Roma, 21 DIC – Un occhio ai bilanci familiari, l’altro all’ambiente e alle esigenze di una mobilità nuova. C’è anche questo in auting.it, la piattaforma che potenzialmente trasforma l’intero parco-veicoli di una città in una flotta da car-sharing un po’ speciale. La proposta – sulla scorta di esperienze diffuse all’estero, in Francia, in Svezia e negli Stati Uniti, dove anche Google ha tentato un esperimento – arriva da due imprenditori bolognesi, Lorenzo Osti e Matteo Menarini: “Guardando le tante auto parcheggiate in città abbiamo rafforzato la consapevolezza che viviamo in contesti urbani dove la mobilità ha bisogno di evolversi”. Ecco allora l’idea: condividere, ma a pagamento, la propria auto quando non si utilizza, recuperando così anche le spese di gestione del veicolo. Prima di trasformare l’idea in una piattaforma di servizi, però, i due imprenditori – entrambi sono titolari  a Bologna di agenzie di digital marketing – hanno cercato di “rubare” gli aspetti più interessanti dalle esperienze straniere e poi hanno dato il via alla versione italiana. E così è nato “Auting.it”.  Come funziona? Da gennaio 2017, sarà possibile iscriversi dal sito a questo servizio, scegliendo tra la categoria “owner”, ossia chi vuole mettere la propria auto in condivisione e “driver” chi la utilizza temporaneamente. Il proprietario, attraverso la piattaforma del sito, decide il prezzo, valuta le richieste e gestisce il calendario. “I prezzi sono liberi, partendo comunque da un minimo di 20 euro al giorno – spiega Osti -. L’utente inserisce i dati sul veicolo, cilindrata ed età e in base a questi elementi noi ci limitiamo a suggerire un eventuale prezzo”. La durata del viaggio a bordo di questo speciale car sharing è coperta da una polizza che assicura proprietario e utilizzatore su danneggiamenti al veicolo e alla persona e per l’assistenza stradale. All’inizio del prossimo anno è fissato il partirà dalle città del nord, Torino, Milano, Padova, Bologna e Rimini. Ma le pre-iscrizioni non hanno confini geografici. “Auting potrà essere attivato anche in altre città – precisa Osti – non appena verificheremo un numero sufficiente di iscritti”. A proposito, perché “Auting”? “È un gioco di parole – conclude Osti – che secondo noi rende il nome di questo nuovo servizio memorabile”debutto del servizio, proprio che secondo noi rende il nome di questo servizio memorabile”.

In Italia, condividere i veicoli piace soprattutto ai giovani. A dirlo è il Censis nell’ultimo rapporto pubblicato sulla situazione sociale del Paese. Se il 38,5% degli italiani esprime interesse, anche come utente, per formule che prevedono la condivisione (dell’auto o del viaggio) e quindi car sharing e car pooling, la percentuale tra i giovani sale al 55,8%. Elevato anche il numero di italiani tra i 18 e i 24 anni – 78,3% – che apprezzano auto elettriche e ibride, settore che registra un aumento delle vendite, dallo 0,3% nel 2011 all’1,6 nel 2015.