12° Convegno Nazionale Asstra: due giornate intense di lavoro. Rimanere fermi non si può

Il 12° Convegno Nazionale di ASSTRA, svoltosi a Cagliari, ha affrontato diversi temi che condizionano il trasporto pubblico locale indicando anche soluzioni per contribuire a dotare il Paese di una mobilità efficiente e funzionale. In tal senso sono stati molto interessanti i dati relativi alla mobilità in Italia che sono stati rappresentati.
Sono state giornate di discussione dense e animate nel corso delle quali si sono affrontati, nelle diverse tavole rotonde, i temi relativi al diritto allo sciopero dei lavoratori coniugato col diritto delle persone a muoversi; quelli relativi allo sviluppo, sempre più rapido, dell’utilizzo dei nuovi sistemi informativi, con le relative problematiche legate alla privacy; quelli dell’apertura al mercato introducendo elementi reali di concorrenza finalizzati al miglioramento del servizio; quelli relativi all’introduzione dei costi standard, all’incremento della produttività del lavoro, al miglioramento dell’efficienza organizzativa delle aziende.

Ma il fulcro di questa due giorni è stata la discussione che si è sviluppata intorno alla
presentazione del 12°Rapporto sulla mobilità in Italia, redatto da ISFORT in collaborazione con ASSTRA e ANAV e con il contributo scientifico di Hermes. Il Rapporto ha messo in luce il fatto che, lo scorso anno, si è registrata una leggera crescita della domanda di mobilità. Tale aumento, che risulta essere ancora modesto, ha evidenziato la crescita di un punto percentuale dell’uso dei servizi di TPL (come anche confermano le prime rilevazioni di quest’anno), ma vi è ancora da fare per invertire significativamente l’uso smodato della motorizzazione privata, elemento ancora caratterizzante del nostro Paese.
A questi dati, che vedono anche una crescita della mobilità sostenibile, si affiancano quelli relativi alle comparazioni con le altre realtà europee che, in qualche misura sfatano per il nostro Paese il dato che ci siano elevati contributi pubblici a fronte di ricavi da traffico che non sono assolutamente paragonabili in considerazione dell’esiguità delle nostre tariffe al confronto di quelle straniere.

In realtà la situazione italiana che è emersa è a macchia di leopardo infatti comparando, in particolare, le aree metropolitane europee emerge una situazione in cui le analoghe realtà operative del nostro Paese ricevono compensazioni che sono più basse di quelle di altre capitali europee. Come dire il settore del trasporto pubblico è sostenuto allo stesso modo in tutto il Vecchio Continente.
Ma probabilmente il vero tallone di Achille della mobilità nazionale è quello relativo alla vetustà del parco rotabile; infatti
dal Rapporto emerge che ogni anno nel nostro Paese sono poco meno di due mila i mezzi nuovi immessi in servizio a fronte di dati, relativi altre nazioni a noi vicine, che registrano numeri tre o quattro volte superiori al nostro.

Ci pare di poter dire che il 12° Convegno ASSTRA abbia indicato quindi che le imprese del trasporto pubblico abbiano ben capito che bisogna accettare la sfida del cambiamento che sta imponendo l’apertura del mercato, cosa cui non si può sfuggire. Il settore inoltre può incidere direttamente sulla ripresa economica e sulla vivibilità nelle città. C’è bisogno quindi che il percorso della riforma del settore debba concludersi rapidamente per consentire il rilancio della mobilità, anche perché volere o volare tutto il sistema della mobilità sta evolvendo in misura così veloce che non ci si può
permettere di rimanere fermi.